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Il veterano Martin Adler torna in Italia dopo 77 anni con una valigia di pace

il veterano Martin Adler
L'uomo, oggi 95enne, incontrerà a Bologna i tre bambini che salvò a Monterenzio nel '44, oggi diventati nonni, poi proseguirà il tour verso Firenze, Napoli e Roma
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Di Pietro Tabarroni

BOLOGNA – Sono passati 77 anni dall’ultima volta che Martin Adler, veterano statunitense della Seconda guerra mondiale, ha attraversato l’Italia e l’Emilia-Romagna. All’epoca, sotto le armi, il suo bagaglio era lo zaino militare. Ma lunedì prossimo, quando finalmente farà ritorno a Bologna, ora che di anni ne ha 97, avrà con sè “una bella valigia per un viaggio di pace, solidarietà e amicizia”; perchè “Peace is bella bella”, esclama.

Fresco di vaccino anti-Covid, Adler, che vive a Miami e viaggerà insieme alla moglie Elaine, ha di fronte a se un itinerario di due settimane dal programma serrato, fra il bolognese, Firenze, Napoli e Roma. Alla prima tappa, all’Aeroporto Marconi di Bologna appunto, ad attenderlo ci saranno tre ospiti molto speciali. Si tratta di Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, tre bambini salvati da Adler a Monterenzio nell’ottobre ’44, e da lui immortalati in una fotografia che, a Natale scorso, ha fatto il giro del mondo ed è diventata molto celebre, tanto da ispirare un romanzo ‘I bambini del soldato Martin’ (Corsiero editore), scritto da Matteo Incerti (uno dei più strenui promotori del viaggio di Adler, insieme alla figlia del veterano). Nel frattempo, Adler ha fatto stampare delle magliette, con scritto ‘Martin’s bambini, forever kids tour’.

Salutati i ‘bambini’ (intanto divenuti nonni e bisnonni) in Areoporto, il veterano Adler si trasferirà a Monterenzio (dove riceverà la cittadinanza onoraria) e visiterà Monghidoro, per poi ripartire alla volta della Toscana. Nel bolognese, inizierà anche la sua seconda ‘campagna d’Italia’, che stavolta lo vedrà impegnato non in un conflitto ma nella promozione del libro di Incerti, corredato delle sue foto e dei suoi schizzi. Dopo la tappa a Ponzalla-Scarperia (Firenze), al Museo della Linea gotica Toscana, Adler partirà poi per Napoli (dove fu ricoverato per le ferite subite in Appennino). E dopo Napoli, il veterano sarà a Roma, dove incontrerà la sindaca Virginia Raggi e Ruth Dureghello, che presiede la Comunità ebraica della capitale.

Ma Adler non sarà occupato solo con le autorità locali e la promozione del volume a lui dedicato. Il suo impegno per l’Italia e i bambini italiani, in un certo senso, non è ancora finito, a quasi 80 anni dalla Guerra. E così, in ogni tappa del suo viaggio, il veterano realizzerà e venderà i suoi disegni, e devolverà poi il ricavato ad Ageop (Associazione genitori ematologia e oncologia pediatrica), in memoria di Irene, una bimba di Bologna di 13 anni scomparsa qualche settimana fa che sognava di incontrare Martin, la cui madre ha partecipato all’organizzazione del tour. Oltre ad Ageop, beneficeranno dell’impegno di Adler, la ‘N Sea yet’ onlus di Napoli, che si occupa di azioni di tutela e volontariato ambientale e sociale a Napoli, l’Associazione cardiomiopatie e malattie rare connesse onlus dell’ospedale Monaldi di Napoli, e la Scuola nel bosco di Siano (Salerno) a cui vanno anche una parte dei diritti del libro scritto da Incerti.

Ma non è tutto: il tuffo nella memoria di Adler lo porterà a vivere un evento storico, a cui, all’epoca, non riuscì ad assistere a causa delle ferite subite, lo ‘Spaghetti bowl’ di Firenze del 1945, una partita di football giocata dalle truppe statunitensi stanziate in Italia, che seguiva a quella di Bari, chiamata ‘Bambino bowl’, la prima in assoluto giocata nel nostro paese dai soldati americani. E così, per recuperare l’evento perso più di 70 anni fa, a Ponzallo, sabato 28 alle 18.30, si giocherà uno specialissimo ‘Martin bowl’ in odor di derby emiliano, fra i Devils Modena e la Old Charity League, selezione di giocatori per lo più bolognesi.

E poi c’è il sogno recente di Martin Adler, quello di incontrare il Pontefice, per “lanciare insieme a lui un messaggio di pace. “Il mio sogno”, spiega Martin Adler riguardo al suo desiderio di incontrare e dialogare con papa Francesco, “è la pace tra Israele e Palestina ma in generale in tutto il mondo e ne abbiamo bisogno. Chi come me ha visto la guerra avrà sete di pace fino all’ultimo respiro. Peace is bella bella”. Adler concluderà il suo tour sulle tracce della sua Campagna d’Italia del ’44 il 4 settembre, quando ripartirà da Roma per fare ritorno a Miami.

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