Centri estivi 0-3 a Bologna, le operatrici votano: “Sciopero”

Parte l'appello a Cgil e Uil: "No ad accordi in nostro nome"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – Avanti con lo sciopero del personale dei nidi comunali e avanti con iniziative per spiegare che il ‘no’ ai centri estivi zero-tre a Bologna “non è per avere quattro soldi in più, non è perchè c’è un branco di persone che non vuole lavorare, che è il messaggio che il Comune vuol far passare, ma perché un’amministrazione ignorante e incapace non sa organizzare i servizi che i bambini vogliono e a cui hanno diritto”, sintetizza Sandra Cenerini (Adi) al termine dell’assemblea online organizzata con Cobas ed Sgb che ha dato il via libera allo sciopero del personale. Cenerini ha anche proposto di avviare incontri con i genitori e le loro ‘rappresentanze’ nate per chiedere i centri estivi a luglio, per spiegare perchè il sistema impostato da Palazzo D’Accursio non funziona. O, per dirla con una lavoratrice, i centri estivi fatti così sono un “voler male ai bambini, non è un servizio educativo”.

Gli esempi si susseguono. Molti bimbi avranno “ambienti diversi” dal solito nido e questo è “destabilizzante“. Negli spazi all’aperto i giochi sono vicini e le educatrici si chiedono come faranno a far rispettare ai bimbi le distanze con i gessi o il nastro bianco e rosso come chiede il Comune. E poi, ci sono i giochi da sanificare in continuazione. “Ci aspettiamo molti pianti e quindi occhi che lacrimano e nasi che colano…”, dice una educatrice osservando come questo forse mal si concilia con le misure anti-covid. Siccome poi fuori fa troppo caldo e di ombra ce ne sarà poca, molte attività si dovranno fare al chiuso e anche questo preoccupa rispetto ai contagi. “Noi siamo educatrici non animatrici” dice un’altra contestando le attività possibili e previste. Rispetto a tutto questo “quello che danneggia davvero l’amministrazione è lo sciopero”.

Adi, Sgb e Cobas chiederanno ordini di servizio per il personale. “Vedremo se avranno il coraggio di farlo a 600 persone”, dicono i Cobas, segnalando però che sarà necessaria una “adesione importante” allo sciopero. Ma soprattutto, riprende Cenerini, “bisogna impendire ai confederali di fare un accordo sugli incentivi e bisogna dire che non firmino accordi in nostro nome”.
Più lavoratrici infatti chiedono a Cgil e Uil di non sottoscrivere accordi con il Comune senza prima un consultazione con il personale. “Non dobbiamo cadere nel ricatto quando ci diranno: ‘Se non facciamo l’accordo non ci pagano'”, raccomanda Cenerini. I ‘ribelli’ cercheranno anche un dialogo con la Cisl, che ha rotto il fronte confederale schierandosi contro l’apertura dei centri estivi 0-3 anni.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

30 Giugno 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»