‘Niente più regole in manicomio’, l’idea folle di un gruppo di infermieri diventa un film

Domani pomeriggio alle 18 verrà proiettato a Bologna alla Cineteca di via Azzogardino
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BOLOGNA – “Oggi pomeriggio abbiamo osservato il non rispetto delle vecchie regole, che vedevano riposare i pazienti dalle 14 alle 16″. Per fare le rivoluzioni ci vuole coraggio. E’ quello che, nell’estate del 1975, tira fuori un gruppo di infermieri del manicomio (perché così si chiamavano allora) di Santa Maria della Pietà, a Roma. Questi infermieri, otto all’inizio e poi diventati 14, si ispirano alle idee di Franco Basaglia, che all’epoca cominciavano a circolare: scelgono un padiglione, lo arredano, portano i pazienti e cominciano una vera e propria autogestione. Questi infermieri pensano che il malato mentale non vada stigmatizzato o tenuto nascosto: il loro obiettivo è la dimissione dei pazienti. L’esperienza dura quasi due anni: i primi dodici mesi vengono raccontati dettagliatamente in un diario. Di questo parla “Padiglione 25“, un docu-film che verrà presentato domani a Bologna. Il regista è Massimiliano Carboni: “L’idea- racconta- è nata nel 2014 da un incontro casuale con Claudia De Michelis (antropologa, ndr) proprio al Santa Maria, dopodiché, non avendo un finanziatore alle spalle, ci siamo affidati all’interesse che poteva suscitare un progetto del genere: abbiamo avviato un crowdfunding che ci ha portato a girare l’Italia confermandoci che tante persone volevano venisse portato a termine. Si trattava di professionisti del settore, familiari e associazioni di malati, ma anche persone estranee alla tematica ma sensibili”.

Per avere un’idea di “Padiglione 25” basta una frase pronunciata da uno degli infermieri davanti alle telecamere: “Sto chiuso tutto il giorno, respiro la stessa aria, la stessa puzza de fogna che stava dentro a quei reparti, facevo la stessa vita che fanno i pazienti per cui… io so’ matto come loro. Questa è l’istituzione”. La proiezione è fissata per domani alle 18 alla Cineteca di via Azzo Gardino. Oltre al regista intervengono Maria Grazia Giannichedda, presidente Fondazione Franca e Franco Basaglia, Tommaso Losavio, già direttore del progetto di chiusura dell’ospedale psichiatrico S. Maria della Pietà di Roma, Giuseppina Paulillo, dirigente medico di Parma.

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