I profughi dopo 4 mesi di lezioni sono diventati chef

FIRENZE - I profughi diventano chef. Un buffet
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FIRENZE – I profughi diventano chef. Un buffet a base di piatti bengalesi, cucinati dopo solo quattro mesi di lezioni nella scuola superiore “Giorgio Vasari” di Figline. E’ il primo pranzo preparato da tre dei migranti ospiti a Figline e Incisa Valdarno che, a partire dallo scorso febbraio, hanno frequentato i corsi di cucina e sala dell’istituto alberghiero della città. Nove i piatti tipici portati in tavola in quello stesso istituto, durante il pranzo tenutosi in questo weekend: Beef Biryani rice (piatto a base di riso e carne), Sobji Khichuri (piatto a base di riso e verdure), Biye barir roast chicken (piatto a base di pollo, servito soprattutto durante i matrimoni), Allur chop (snack pomeridiano molto popolare in Bangladesh, simile alle crocchette di patate), Beguni (melanzane in pastella), Roti e Poori (ovvero due tipologie di pane, macinato a pietra; il primo tipo è tipico dell’Asia meridionale, il secondo si consuma per lo più in Bangladesh, Pakistan e Turchia) e, per concludere, Jorda rice (un dessert a base di riso) e Ro-cha (te’).

Un modo per mettere in pratica gli insegnamenti acquisiti tra i banchi di scuola, in compagnia delle prime e seconde classi del “Vasari”. Il tutto sotto la regia della cooperativa “Il cenacolo” (che si è occupata dell’inserimento graduale dei ragazzi nelle classi, oltre che della loro accoglienza sul territorio) e dei docenti Filippo Rapo e Pietro Pascarella, supportati da una mediatrice culturale nel corso degli incontri settimanali e delle prove in cucina degli studenti bengalesi. Il pranzo di oggi e, più in generale, le lezioni all’Istituto alberghiero fanno parte di un progetto di inserimento scolastico rivolto ai migranti richiedenti asilo presenti sul territorio. Un’iniziativa partita ufficialmente lo scorso 28 gennaio, quando è stato firmato il protocollo d’intesatra il Comune di Figline e Incisa Valdarno, la cooperativa sociale “Il cenacolo” e l’Istituto “Vasari”, per permettere ai ragazzi di socializzare con i loro coetanei nel periodo di permanenza sul territorio e, allo stesso tempo, di acquisire nuove competenze.

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