Pancia finta per simulare la gravidanza, poi compra una neonata a 20mila euro: tre arresti

Una bambina comprata come fosse una merce del supermercato. La Polizia ha scoperto tutto e arrestato tre persone
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ROMA  – Una bambina comprata come fosse una merce del supermercato. La Polizia ha scoperto tutto e arrestato tre persone.

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Quindicimila euro, forse ventimila: tanto sarebbe costato comprare una neonata da una ragazza romena che aveva appena partorito.

La compravendita è avvenuta tra Latina e Nettuno.

La piccola, di appena tre giorni, è stata venduta, almeno queste sono le accuse, da una 25enne romena ad una 35enne di borgo Podgora. La donna aveva già un bambino piccolo, ma aveva deciso comunque di averne un altro, in un modo totalmente illegale, semplicemente comprandolo, come fosse al supermercato.

Si tratta infatti di una storia di povertà, degrado, ma anche follia, che si è concluso nel migliore dei modi, con il ritrovamento della piccola che ora è stata affidata a una casa protetta (così come la madre) e sta bene e segue ora un percorso di affido e assistenza.

LA STORIA

Tutto è iniziato verso la metà di febbraio quando qualcuno si è rivolto ad un ufficiale di stato civile della Procura di Latina per chiedere come registrare una bambina.

L’uomo ha dato le informazioni necessarie e chiesto che portassero la piccola, ma non l’ha mai vista. Questo lo ha insospettito tanto da fare una segnalazione alla questura e sulla base di questa piccola informazione sono partite le indagini che hanno portato alla luce la compravendita della neonata.

Gli agenti, coordinati dal sostituto procuratore Gregorio Capasso, hanno contattato quella che doveva essere la madre, e che nel frattempo però aveva dato indietro la bambina.

Per mesi aveva portato una pancia finta, facendo credere ad amici e parenti di essere incinta del marito, in carcere per droga, ma che era andato qualche volta a casa per permessi premio.

Poi dopo tre giorni con la bambina si sarebbe resa conto della gravità del suo comportamento.

La piccola poi è mulatta e non riusciva a giustificare la cosa dato che sia lei che il marito sono invece italiani. Insomma, invece di portare la bambina alla polizia, l’aveva riconsegnata alla madre.

Intanto gli agenti, avendo saputo che la piccola era nata a Nettuno, avevano raggiunto l’ospedale e scoperto che la madre naturale della piccola prima non aveva voluto riconoscerla, poi dopo due giorni era tornata con un uomo.

Lì le avevano consigliato di non far riconoscere la bambina allo straniero, nonostante dicesse di essere il padre, e così aveva fatto. All’ospedale però le cose non quadravano e avevano preso il nominativo dell’uomo. Era proprio Youssef Barrazouk, arrestato con le due donne, per aver fatto da intermediario tra loro.

Gli agenti lo avevano rintracciato a Latina e lo avevano convinto a dargli l’indirizzo della madre naturale. Purtroppo però anche la 25enne aveva dato via la bambina, affidandola al padre naturale che è stato finalmente rintracciato con la piccola a Roma.

La neonata aveva vissuto per quindici giorni con il presunto padre, del Mali, richiedente asilo, in un appartamento con cinque uomini.

L’uomo, nonostante le sue condizioni precarie, si era preso cura della figlioletta. Non avendola riconosciuta però non ha potuto tenerla con sé.

GLI ARRESTI

La brillante operazione di polizia si è conclusa oggi con gli arresti dei tre protagonisti che sono ora ai domiciliari. Dovranno rispondere del tentativo di alterazione di stato civile in concorso e di affidamento definitivo della neonata a terzi.

fonte: latinaquotidiano.it

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