Torino, “Io, marocchino, scambiato per un ladro a casa mia”

L'amara lettera del giovane Zakaria Jarmouni, marocchino di origini e italiano d'adozione, che si è visto fotografare dalla vicina di casa convinta che si trattasse di un ladro | Di Adele Palumbo
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TORINO – “Cara Italia, non sono un ladro”. Attacca così l’amara lettera del giovane Zakaria Jarmouni, marocchino di origini e italiano d’adozione, che si è visto fotografare dalla vicina di casa, convinta che si trattasse di un ladro, mentre stava andando a buttare la spazzatura.

“Qualche giorno fa, uscendo di casa, in pigiama, con tre sacchetti della spazzatura in una mano e un paio di chiavi nell’altra, diretto verso i bidoni dell’immondizia nel cortile interno del mio palazzo, una signora mi si avvicina da dietro con fare accusatorio: “Chi sei tu? Cosa pensi di fare? Non puoi stare qui, vattene o chiamo la polizia”. Tira fuori il telefono e inizia a fotografarmi” racconta il ragazzo nella sua lettera all’Italia affidata al web.

“Ho mostrato alla signora le chiavi, interdetto, informandola che stavo solo cercando di andare a buttare la spazzatura”, spiega il giovane, ma la vicina continua comunque il suo ‘reportage di denuncia’ e minaccia di chiamare le forze dell’ordine. “La signora ha poi mandato le foto al mio affittuario- prosegue il ragazzo- il quale l’ha informata che sono un inquilino con regolare contratto“.

Pare che a questo punto la donna si sia giustificata dicendo che quella stessa mattina qualcuno aveva rubato la borsa alla figlia e che il fatto l’aveva lasciata molto scossa. “A oggi si rifiuta di chiedermi scusa ed è forse questo l’aspetto che più di tutti mi lascia amareggiato– conclude-. Cara Italia, questi sono tuoi figli e le tue figlie. Con affetto, tuo figlio Zakaria”.

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29 Ottobre 2020
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