Iori: “La medicina di genere è una conquista culturale e sanitaria”

"Prossimo passo l’approvazione dell'ultimo decreto al fine di inserire la prospettiva di genere anche nei corsi di insegnamento per i medici", riflette la senatrice
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ROMA – “Lo scorso 22 settembre, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, ha sottoscritto il decreto, in corso di registrazione, che istituisce presso l’Istituto Superiore di Sanità l’Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere. E’ un provvedimento che aspettavamo da molto tempo; un traguardo importante, un passo avanti sul piano sanitario e su quello sociale. L’Oms definisce il ‘genere’ come il risultato di criteri costruiti su parametri sociali circa il comportamento, le azioni e i ruoli attribuiti ad un sesso e come elemento portante per la promozione della salute. Pertanto, in base a tali indicazioni, si definisce ‘medicina di genere’ lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e delle differenze socio-economiche e culturali (definite in base all’appartenenza di genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Si tratta di un percorso iniziato grazie al lavoro dell’ex Ministra e attuale deputata del Pd, Beatrice Lorenzin, che con la legge 3/2018 ha disciplinato l’applicazione e la diffusione della medicina di genere e l’istituzione di un Osservatorio dedicato che dovrà contribuire a dare attuazione a quattro specifici ambiti previsti dal Piano: percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione; ricerca e innovazione; formazione e aggiornamento professionale; comunicazione e informazione”.
Così in un comunicato la senatrice Vanna Iori.

 “Dare finalmente completa applicazione alla Legge rappresenta un passo avanti decisivo per il riconoscimento della diversità biologiche e dei percorsi di vita di dinne e uomini, e quindi all’impatto che le politiche sanitarie hanno su ciascuno. L’emergenza Covid ha messo ulteriormente in evidenza l’impatto differente sui generi delle cure, soprattutto, se leggiamo i dati in relazione alle condizioni sociali e culturali. Non possiamo nascondere la verità e cioè che, anche in relazione all’accesso alle cure vi sono disparità inaccettabili, ancora più odiose poiché riguardano la salute che un diritto essenziale costituzionalmente garantito. L’Osservatorio per la medicina di genere avrà importanti e inediti compiti di monitoraggio e di valutazione degli impatti. Il prossimo passo dovrà essere quello dell’approvazione dell’ultimo decreto previsto dal comma 4 della legge sulla formazione universitaria, al fine di inserire la prospettiva di genere anche nei corsi di insegnamento per i medici. Il combinato disposto dei due decreti dovrebbe segnare un momento significativo nel contrasto alla disparità di genere nell’accesso alle cure. Parliamo di provvedimenti, dunque, che porranno il nostro Paese all’avanguardia in Europa nel campo della Medicina di genere, frutto della crescente consapevolezza delle differenze associate al corpo-persona, con il fine ultimo di garantire ad ogni persona la migliore cura, rafforzando ulteriormente il concetto della centralità del paziente e della personalizzazione delle terapie. Nell’era della medicina personalizzata risulterà decisivo operare in ragione delle numerose differenze osservate tra uomini e donne, per garantire sul territorio nazionale la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale”, conclude Iori.

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29 Settembre 2020
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