VIDEO | Cieca? Ci vedeva benissimo: la truffa all’Inps andava avanti da 15 anni

È successo a Bologna: la donna, 38 anni, era stata dichiarata 'cieca assoluta' nel 2005. Ma la sua era una messa in scena e le Fiamme gialle l'hanno pedinata e smascherata
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BOLOGNA – Nel 2005 era stata riconosciuta come “cieca assoluta” dalla commissione medica dell’Inps, e per anni ha beneficiato, senza averne diritto, della pensione di invalidità e della relativa indennità di accompagnamento. Ma la Guardia di finanza di Bologna ha poi scoperto che la donna, una 38enne residente nel capoluogo emiliano, in realtà ci vede benissimo, e ora ha eseguito nei suoi confronti, su disposizione del gip Alberto Ziroldi, un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare di circa 70.000 euro.

Per la 38enne M.L.D.S., dettagliano le Fiamme gialle, l’accusa è di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria sotto la direzione del pm Luca Venturi, “hanno permesso preliminarmente di accertare come la signora fosse stata riconosciuta dalla Commissione medica dell’Inps a partire dal 2005 come ‘cieca assoluta’, condizione che ricorre, a norma di legge, in caso di totale mancanza della vista o di mera percezione dell’ombra o della luce a 10 centimetri di distanza (cosiddetto ‘motu mano’)”.

 

I successivi accertamenti, condotti attraverso pedinamenti e appostamenti, hanno consentito ai finanzieri di “riprendere l’indagata in atteggiamenti del tutto incompatibili con lo stato di cecità assoluta”. La donna, infatti, è stata immortalata “non solo mentre camminava senza l’aiuto del proprio cane guida per le vie cittadine, ma anche mentre attraversava in modo disinvolto incroci e marciapiedi trafficati e si intratteneva nei negozi a scegliere i prodotti da acquistare (controllandone attentamente il prezzo e la qualità) senza alcun accompagnatore”.

Inoltre, la 38enne è stata sorpresa anche “a introdurre, agevolmente e senza alcuna insicurezza, la chiave nella serratura del portone di casa, a evitare ostacoli che improvvisamente le si frapponevano lungo il cammino e ad accompagnare, senza esitazioni, i figli a scuola avvalendosi di un doppio passeggino”.

Infine, le Fiamme gialle l’hanno vista in diverse occasioni “mentre passeggiava col proprio cane guida senza il previsto guinzaglio rigido, svilendo in questo modo l’utilità di quell’ausilio che, per un ‘autentico’ non vedente, risulta uno strumento indispensabile per la propria mobilità ed autonomia”. Un quadro probatorio che “è stato ulteriormente rafforzato dalle dichiarazioni rese dai medici legali dell’Inps di Bologna che avevano, anche recentemente, sottoposto a visita la signora”, che nel corso degli incontri “aveva avuto comportamenti del tutto diversi da quelli risultanti dai video girati dagli investigatori, mostrandosi molto più lenta ed incerta nei movimenti.

Indossando occhiali scuri e dimostrando di non sapersi muovere da sola in un ambiente a lei sconosciuto e di non essere in grado di sedersi da sola”. Affermazioni che, scrive il gip, dimostrano come “la donna avesse, nel corso degli anni, messo in atto una vera e propria messa in scena di fronte ai medici, soprattutto alla luce del fatto che, non esistendo ad oggi esami medici specifici in grado di valutare in maniera oggettiva l’acuità visiva, quest’ultima viene valuta principalmente sulla base delle dichiarazioni e degli atteggiamenti soggettivi del paziente”.

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29 Giugno 2020
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