Riace, Mimmo Lucano ‘pugile con le mani legate’. Ecco perché ha perso

Come è potuto succedere che a Riace abbia vinto la Lega di Salvini? La notizia disorienta, colpisce al cuore quella sinistra che ha creduto nel modello Riace, ne ha fatto un simbolo identitario
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ROMA – Come è possibile? Come è potuto succedere che a Riace abbia vinto la Lega di Salvini? La notizia disorienta, colpisce al cuore quella sinistra che ha creduto nel modello Riace, ne ha fatto un simbolo identitario. Un paese di poche anime, ma con eco mondiale grazie al sindaco Mimmo Lucano che l’aveva trasformato in paradigma della solidarietà.

I processi, l’arresto, le battaglie di Lucano in qualche modo hanno alimentato motivazioni e mito, con migliaia di persone in piazza nel suo nome, ma la batosta elettorale no, quella è davvero indigeribile per la grande famiglia, anche politica, che ha sposato il modello Riace. I calabresi però sorprendono sempre, e anche gli sconfitti la capiscono meglio la faccenda, a partire dallo stesso sindaco che a ‘Il Dubbio.news’ sfodera filosofia e fatalismo più che rabbia politica: “Sono triste ma la vita è questo”.

Pronto a ricominciare. Isidoro Napoli è un medico amico di Mimmo Lucano e protagonista attivo del modello Riace: l’ambulatorio aperto in accordo con il sindaco nei locali del Municipio, ha curato per anni gratuitamente chiunque si presentasse con un problema, migranti e non. E continua a farlo. Anche lui è triste, ma non si sente uno sconfitto il dottor Napoli, vuole continuare a combattere e alla ‘Dire’ la spiega così: “Conosco bene Riace e tutta questa sorpresa non l’ho avuta. Certo, speravo che andasse diversamente, ma non era scontato. Riace è in Calabria, una delle regioni dove il voto a Salvini ha inciso di più”.

E ancora: “Sono dinamiche extra Lucano, molti se ne sono andati, sono emigrati di nuovo lasciando il campo ai soliti potentati locali, quelli di sempre”. In particolare poi, “Mimmo Lucano- ricorda Napoli- non ha potuto partecipare alla campagna elettorale, come un pugile a cui legano le mani mentre il suo avversario può picchiare come gli pare”.

D’accordo poi con Lucano, che ha sentito, condividendo l’analisi del voto, il dottor Napoli aggiunge: “Ci sono elettori che non hanno votato ed è stranissimo che sia accaduto. Ci sono stati strani travasi di voti tra la lista che ha vinto e quella arrivata seconda. Ci sono state attività non riconducibili a cittadini di Riace, e che hanno avuto il loro peso. E poi i tradizionali ‘ambienti’, che hanno lavorato alacremente, elettore per elettore. Gli stessi personaggi che, quando Lucano si candidò la prima volta, gli consentirono solo due voti: il suo e quello di suo padre”.

Ancora: la sconfitta di Riace, come quella di Lampedusa, sottolinea il medico, è una sconfitta sì di Lucano, della sinistra, ma anche del Papa, che ha in Calabria una Chiesa piuttosto distante dai richiami suoi e del Vangelo. C’è poi l’altra sinistra, quella che “si rifiuta di fare un passaggio fondamentale, chiedersi dove ha sbagliato, perché vince nelle città e perde nelle province e nelle periferie. Quella sinistra che colpisce i poveri ma non la povertà, parla con Confindustria e non con la Cgil. Quella che non si chiede e non sa da dove ripartire”, spiega il dottor Napoli.

Eppure cortei, manifestazioni, la sinistra tutta aveva impugnato e agitato la bandiera di Riace, scendendo in piazza: “Quando arrestarono Lucano c’erano 5000 persone a Riace, una cosa mai vista, ma la cosa più grave- dice ancora il medico- è che nessuno conosceva il proprio vicino. Un dato che a me fa riflettere. Ecco, bisognerebbe far diventare massa critica quel sentimento che anima le piazze. Ho paura che la traduzione di quelle nobili motivazioni non sia visibile”.

Mai scoraggiarsi, è l’appello del dottore: intanto, “ora i giudici avranno meno armi per tenere Lucano agli arresti e fuori da Riace, perché non può più ‘reiterare il reato’ e, nel momento in cui rientrerà, riprenderemo il discorso da dove si è lasciato”. E “siccome ho paura- spiega Napoli- cerco di difendermi continuando a fare la mia battaglia. Salvini sta inondando il Paese con il suo velo nero, ma io non mi sento impedito a continuare”. Insomma, conclude, “Riace aveva un valore simbolico nazionale e vi sono tutte le condizioni per confermare questo peso“.

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29 Maggio 2019
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