Appalti, Cantone lancia l’allarme: “Con ‘Durc di congruità’ sistema dei lavori pubblici a rischio blocco”

L'allungamento a dismisura dei tempi degli appalti è "una delle questioni sollevate sistematicamente sul nuovo Codice"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Il ‘Durc di congruità’ introdotto con la nuova disciplina sui contratti pubblici rischia di bloccare il sistema degli appalti. Lo denuncia il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, nel corso di una audizione a Montecitorio di fronte alle commissioni Ambiente di Camera e Senato.

“Si tratta di una scelta del legislatore certamente coraggiosa, può essere utile per combattere il lavoro nero- spiega- perchè chiede agli organismi previdenziali di verificare se in relazione a un’opera la manodopera a disposizione della ditta che ha vinto l’appalto è in grado di svolgere quelle attività”. Cantone, a cui non sfugge il problema del lavoro nero, si chiede però se “gli enti previdenziali siano in grado di rispondere a un Durc che non dovrebbe essere emesso in astratto ma in concreto, ossia dovrebbe verificare in relazione all’appalto quanto ci vuole di manodopera e dichiarare la congruità”.

E qui l’attacco: “Io ho paura che sia una norma che rischia di bloccare il sistema dei lavori pubblici. Si rischia in prospettiva di avere un impatto sugli organismi previdenziali particolarmente rilevante”. Peraltro, la misura “in linea di principio è corretta, però bisognerebbe capire se questo non allunga a dismisura i tempi degli appalti, una delle questioni sollevate sistematicamente sul nuovo Codice”. Secondo il numero uno dell’Anac, infatti, questo adempimento per gli organismi previdenziali “rischia di rappresentare un appesantimento della procedura”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»