Trivelle, presidenti Ciambetti e Lacorazza chiedono election day su referendum

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Il presidente del Consiglio regionale veneto, Roberto Ciambetti
Il presidente del Consiglio regionale veneto, Roberto Ciambetti

VENEZIA –  Si decida l’election day, accorpando le amministrative col referendum sulle trivelle, sia per “dare forza alla partecipazione”, sia “per risparmiare 300 milioni di euro”. Anche i presidenti del Consiglio delle Regioni Veneto e Basilicata, Roberto Ciambetti e Piero Lacorazza, oggi, lanciano l’appello. E lo fanno a nome del coordinamento delle Regioni promotrici del referendum sulle trivelle in mare, dopo aver incontrato oggi a Roma, i rappresentanti del coordinamento di associazioni Free, Assorinnovabili, Anev (Associazione nazionale energia del vento) Itabia (Associazione italiana Biomas).

“Il referendum è un opportunità per il paese, ed è anche l’occasione per riaprire un confronto sulla strategia energetica nazionale, che è fonte e strumento per rafforzare politiche industriali in linea con la Conferenza sul clima di Parigi”, dicono i numeri uno delle due Assemblee legislative. “Votare per referendum ed elezioni amministrative nella stessa data significa dare forza al dibattito ed alla partecipazione risparmiando 300 milioni di euro“, ribadiscono. Secondo Lacorazza e Ciambetti “la riscrittura di un patto democratico tra istituzioni della Repubblica è necessaria proprio nel campo energetico per assicurare la sostenibilità degli impatti sul territorio ma anche certezza, trasparenza e rapidità nelle procedure, a vantaggio degli operatori economici”. In questi ultimi anni, “troppe decisioni incerte hanno condizionato investimenti e settori economici nel campo della green economy, sonorità acute e clamorose ‘stecche’ hanno strapazzato la melodia energetica che deve ritrovare una nuova sinfonia tra le scelte fatte a Parigi, le scelte europee, una nuova strategia energetica nazionale, il paesaggio e il governo del territorio”, dicono.

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