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I gabbiani a Venezia? Non sono più un problema: ecco perché

Presentato il vademecum con le linee guida e le potenziali strategie da usare in centro storico e nelle isole per convivere con loro

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VENEZIA – Convivere coi gabbiani che da anni hanno scelto Venezia come ‘casa’? Si può. O almeno ci si può provare: a Ca’ Farsetti è stato presentato il vademecum con le buone pratiche per la corretta convivenza con i gabbiani reali. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Venezia, Veritas e Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia (Corila). Uno studio iniziato oltre 10 anni fa ha permesso di individuare alcune linee guida e le potenziali strategie da usare in centro storico e nelle isole per la prevenzione e la gestione dei gabbiani reali urbani. A parlarne sono stati l’assessore comunale all’Ambiente, Massimiliano De Martin, Riccardo Seccarello e Fabio Penzo per il Gruppo Veritas, Pierpaolo Campostrini e Francesca Coccon del Corila. Dai prossimi giorni prenderà il via una campagna informativa con la distribuzione di volantini, anche in inglese, che riportano alcune buone pratiche da adottare nelle zone più frequentate. Tra queste l’invito a non abbandonare rifiuti in strada, non dare da mangiare e non avvicinarsi ai gabbiani. Ed è proprio la ricerca del cibo il punto di contatto principale tra i gabbiani e le persone. Nel vademecum ci saranno inoltre suggerimenti per i residenti su alcune attenzioni da usare per evitare l’insediameto della specie sui palazzi, creando barriere strutturali e ricreando ambienti ostili alla nidificazione. I gabbiani “sono una specie selvatica e bisogna preservare la biodiversità- spiega De Martin- è necessario verificare in che modo la loro presenza si inserisce nei parametri della vita quotidiana della città e di chi la abita. Negli anni, grazie al nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, Venezia è una città pulita. I rifiuti non rappresentano più la fonte di sostentamento” dei gabbiani che hanno modificato le abitudini nel procacciarsi il cibo.

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Dallo scorso settembre, sui cestini portarifiuti del centro sono stati apposti adesivi che riportano alcune indicazioni (in italiano e inglese) relative ai gabbiani e suggeriscono a cittadini e turisti di non avvicinarsi a questi animali e non dare loro da mangiare. Gli adesivi sono stati affissi nei luoghi di maggior transito e dove è stata riscontrata la più alta presenza di gabbiani: l’area compresa tra piazzale Roma, il ponte della Costituzione e la stazione ferroviaria, Lista di Spagna, San Leonardo e Strada nuova, l’area marciana, Riva degli Schiavoni, Zattere e Giudecca. Altri adesivi sono da tempo collocati anche all’interno del cimitero di San Michele, dove alcuni gabbiani nidificano tra le tombe più isolate. Il primo passo di una campagna informativa che adesso si arricchisce del censimento sulla presenza dei volatili -circa 2.000 quelli stanziali- e dei loro nidi: negli ultimi anni le coppie che nidificano sono salite da 200 a circa 550.
“Sono i dati che emergono dall’ultima ricerca del 2021, è in corso un aggiornamento che sarà disponibile il prossimo anno- ha affermato Campostini- non è un problema che riguarda solo Venezia, negli ultimi 30 anni ha coinvolto la maggior parte delle città del mondo affacciate sulle coste. La diffusione della specie si deve all’inurbamento delle zone costiere e alle maggiori opportunità per la specie di riprodursi e procacciarsi cibo nell’ambito urbano”. Da qui la decisione di Comune, Veritas e Corila di attivare una strategia integrata: conoscere il fenomeno, apportare misure mirate e strutturate che hanno un’efficacia maggiore rispetto a interventi estemporanei.

“È utopistico pensare all’allontanamento definitivo dei gabbiani dall’ambiente urbano- ha aggiunto Coccon- la loro presenza non è infatti riconducibile alla presenza dell’uomo, lo dimostra il fatto che nel periodo Covid, dove ci si sarebbe potuti aspettare un calo della loro presenza in città, c’è stato invece un incremento della specie”. È scientificamente provato dalla nostra ricerca, invece, il calo del numero dei gabbiani a seguito della nuova gestione e raccolta dei rifiuti nella città antica”. Seccarello ha evidenziato che nei cimiteri, in particolare, è stata rilevata la presenza di molti nidi di gabbiani, anche sulle tombe, da qui la decisione di installare dissuasori acustici per disturbare la presenza della specie.

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