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Clima, scienziati a Cop26: “Ascoltare i più vulnerabili, salvarsi è possibile”

È l'appello che 38 tra consiglieri scientifici governativi e presidenti di accademie delle scienze nazionali di tutto il mondo hanno inviato ai leader del pianeta
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ROMA – Contenere l’aumento delle temperatura media del pianeta entro gli 1,5 gradi celsius rispetto ai livelli pre-industriali “è ancora possibile”, ma per farlo serve anche “facilitare la circolazione di conoscenze locali” e “ascoltare la voce dei più emarginati”. È questo uno dei punti chiave di un appello che 38 tra consiglieri scientifici governativi e presidenti di accademie delle scienze nazionali di tutto il mondo hanno inviato ai leader del pianeta a tre giorni dall’inizio della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite (COP26), che si terrà Glasgow tra il 31 ottobre e il 12 novembre.

Tra i firmatari dell’appello, che si può leggere sul portale online del governo britannico, ci sono la chief scientist dell’Australia, Cathy Foley, quello della Regno Unito, Patrick Vallance, il presidente dell’accademia delle scienze della Nigeria, Ekanem Braide e il docente di Fisica ambientale dell’università di San Paolo, in Brasile, Paulo Artaxo, che è anche membro del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (Ipcc). Nella loro missiva gli scienziati sono partiti proprio dalle conclusioni del rapporto anticipato ad agosto da quest’ultimo organismo, evidenziando che il mondo “è ora di 1,09 gradi Celsius più caldo di quanto non fosse prima dell’epoca industriale”.

Nonostante questo dato, secondo gli esperti è “ancora possibile limitare il riscaldamento a 1,5 gradi Celsius entro la fine del secolo, ma solo con una forte riduzione delle emissioni globali entro il 2030 e raggiungendo lo zero netto globale intorno al 2050”.

Tra le iniziative da promuovere per ottenere questi risultati, secondo gli scienziati, “includere piani per accelerare lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni di decarbonizzazione di prossima generazione che non sono ancora accessibili, efficaci o disponibili”. Altro elemento fondamentale, a detta degli esperti, sarà “facilitare la condivisione di competenze, conoscenze locali e dati, creando una base di prove che aiuti tutti i Paesi a implementare le soluzioni di mitigazione e adattamento esistenti in modo appropriato al loro livello, informati dalle voci dei vulnerabili e degli emarginati”. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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