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Dopo 70 anni Marzabotto rivota simbolicamente la grazia al suo boia

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Archivio Zeta realizzerà una performance artistica su Reder per il 77esimo anniversario dall'eccidio di Monte Sole
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BOLOGNA – A 77 anni dall’eccidio di Monte Sole gli abitanti di Marzabotto torneranno a esprimersi su Walter Reder, il boia nazista responsabile delle stragi del 1944, che chiese la grazia nel 1967 dopo essere stato condannato per l’eccidio. Fu uno degli episodi più significativi della storia di quella zona dell’Appennino bolognese, che ha legato per sempre il suo nome alla lotta contro il nazifascismo.

Reder chiese la grazia e l’allora sindaco di Marzabotto indisse un referendum cittadino. L’esito fu scontato, la richiesta fu respinta. Quella stessa votazione sarà rifatta a 70 anni di distanza, non per revisionismo storico ma all’interno di una performance artistica organizzata da Archivio Zeta in occasione del 77esimo anniversario dell’eccidio di Monte Sole, domenica 3 ottobre.

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Il gruppo di artisti accompagnerà gli spettatori in un percorso tra le vie di Marzabotto, ricordando i crudeli atti legati alla strage e leggendo estratti dal processo a Reder del 1951, nel quale l’ufficiale delle SS “non ebbe mai un cenno di pietà verso le vittime o di pentimento”, ricorda Enrica Sangiovanni di Archivio Zeta, ideatrice del progetto insieme a Gianluca Guidotti.

Al termine del percorso, agli spettatori sarà chiesto di rivotare per quel referendum: non con una matita ma con un sasso, che “da arma diventa strumento di democrazia, che però ha anche un peso”. Sarà dunque “una votazione simbolica– spiegano gli ideatori del progetto- non per cambiare la storia, ma per rinnovare la memoria”.

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Il programma delle celebrazioni per il 77esimo anniversario dell’eccidio di Monte Sole è stato presentato oggi in Città metropolitana dal presidente del Comitato onoranze caduti di Marzabotto, Valter Cardi, insieme alla sindaca Valentina Cuppi. Domani, mercoledì 29 settembre, sarà inaugurato un nuovo monumento dedicato ai martiri delle stragi di Creda, Botte e Maccagnano, mentre venerdì 1 ottobre a Sibano sarà scoperta una targa in ricordo delle sorelle Baccolini, violentate, uccise e gettate in un dirupo dai nazisti. Molte altre targhe e lapidi in onore delle vittime dell’eccidio di Monte Sole sono state restaurate o realizzate ex novo, perchè “abbiano la stessa forza delle pietre di inciampo”, spiega Cuppi.

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In questi anni, inoltre, “dalle ricerche sono emersi documenti ed elementi nuovi che ci hanno permesso di individuare altri luoghi della strage“, aggiunge Cardi. Domenica 3 ottobre, giorno della commemorazione vera e propria, in piazza sono in programma le orazioni ufficiali di Cardi, Cuppi, della vicepresidente della Regione, Elly Schlein, della presidente di Emergency, Rossella Miccio, e di Bassirou Zigani, rifugiato dal Burkina Faso e diventato socio-lavoratore della cooperativa di moda etica ‘Cartiera’.

Al termine dei discorsi sarà inaugurato il nuovo Giardino della Pace, intitolato a Gino Strada e Teresa Sarti, e il nuovo Centro di interpretazione di Monte Sole, che funzionerà anche da infopoint per le visite alla zona. Al suo interno sono previste tre sale: una sulla vita a Monte Sole prima dell’eccidio, una sulla strage del 1944 e una dedicata alla brigata partigiana ‘Stella Rossa’ guidata da Mario Musolesi, detto ‘Il Lupo’. “Quella è una storia non abbastanza valorizzata- afferma Cuppi- negli anni ci sono stati molti tentativi di dire che l’eccidio fu una rappresaglia, che era colpa dei partigiani. Per questo, per evitare che si potessero fare collegamenti, la storia della brigata è rimasta, per eccesso, nell’ombra”.

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