Fontana critico sulla ‘fase 2’: “Trasporto pubblico, bimbi a casa e mascherine punti oscuri”

"Come fanno i genitori a tenere a casa i propri figli se entrambi lavorano", oltretutto "con gli asili nido come tutte le scuole chiuse?", chiede il governatore
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MILANO – “Bisogna cercare di limare le regole, bisogna cercare di entrare in problemi in cui ancora non si e’ entrati e che dovranno essere affrontati con grande attenzione, come ad esempio l’obbligatorieta’ o meno dell’uso delle mascherine, o come fanno i genitori a tenere a casa i propri figli se entrambi lavorano”, oltretutto “con gli asili nido come tutte le scuole chiuse“. Se lo domanda il presidente lombardo Attilio Fontana che, interevenuto su Radio 1 commenta la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte circa la fase 2 dell’emergenza sanitaria. 

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Fontana aggiunge che saranno chiusi anche i centri estivi, “come e’ emerso da una dichiarazione recente dell’Iss”, dunque bisognera’ capire meglio “dove potremmo mettere questi bambini”.
Stesso discorso sul tpl, ambito in cui a detta del governatore c’e’ ancora da comprendere “chi fara’ che cosa, chi effettuera’ i controlli, come verranno fatti, che titolo avranno coloro che bloccheranno l’accesso sui mezzi”. 

In particolare, sul capitolo che riguarda i dispositivi di protezione personale e il trasporto pubblico, data la specificazione di Palazzo Chigi sulla necessita’ di usare le mascherine soltanto in prossimita’ di altre persone, come afferma Fontana “bisogna cercare di capire su tutto il tpl se e’ necessaria o meno, e cercare di capire se l’obbligo di mettere le mascherine solo in prossimita’ di altre persone e’ di carattere nazionale o regionale”.

LA LOMBARDIA HA FERMATO IL CONTAGIO IN ITALIA 

Il presidente lombardo Attilio Fontana non accetta che la Lombardia sia definita oggi ‘il freno dell’Italia’ perche’ a causa dei contagi nel suo territorio il paese deve rimanere chiuso. Anzi, il contrario: detto che “le regole sono state dettate dal governo in maniera conforme in base alle necessita’“, per Fontana “le altre regioni hanno beneficiato da queste chiusure, perche’ se non ci fossero state queste chiusure il virus si sarebbe diffuso nei loro territori cosi’ come sera diffuso all’inizio in Lombardia quando ancora nessuno lo aveva scoperto, quindi io non sarei cosi’ sicuro nel fare questo assioma”. Dopodiche’, “se saremo il freno dell’italia e’ da stabilire”, tuttavia “l’idea che qualcuno possa pensarla cosi’ mi amareggia molto perche’ quando eravamo la locomotiva nessuno si lamentava di questa nostra posizione, anzi erano ben contenti che lo fossimo”, chiosa.

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