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De Lillo (Omceo Roma): “Il 4% dei bambini delle medie fa uso di cannabinoidi”

"Promuoviamo la 'peer education' per combattere la tossicodipendenza"

Pubblicato:27-01-2024 10:34
Ultimo aggiornamento:27-01-2024 16:18

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ROMA – “Il Protocollo nasce da un Tavolo tecnico della presidenza del Consiglio, presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, in cui l’Ordine dei medici è stato invitato a partecipare insieme a tutti i ministeri preposti e a numerose associazioni che si occupano di prevenzione e cura delle tossicodipendenze. A questo Tavolo partecipiamo io e il dottor Antonio Bolognese, responsabile del Comitato scientifico della Commissione dell’Ordine dei medici istituita per la prevenzione delle tossicodipendenze”. Lo spiega all’agenzia Dire il vicepresidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma e coordinatore del Gruppo di lavoro dell’Omceo della Capitale sugli effetti della cannabis, Stefano De Lillo, dopo che l’Omceo Roma e il ministero dell’Istruzione e del Merito hanno siglato un Protocollo d’intesa per formare, informare e sensibilizzare sui rischi, per la salute, connessi al consumo e alla dipendenza da sostanze stupefacenti.

“Nell’ambito di questo Tavolo- prosegue- si è deciso di firmare un Protocollo d’intesa in cui l’Ordine dei medici, insieme al ministero dell’Istruzione, decidono di attuare incontri nelle scuole medie con la tecnica della ‘peer education’, ovvero l’educazione tra pari, per sensibilizzare e combattere questa piaga“.

“Il nostro obiettivo- evidenzia De Lillo- è quello di standardizzare ed esportare in tutta Italia quello che, come Commissione dell’Ordine dei medici per la lotta alle tossicodipendenze, stiamo già facendo su Roma, andando negli istituti scolastici, nei circoli sportivi e negli oratori per formare e sensibilizzare i genitori, gli insegnanti, gli educatori, i catechisti, gli allenatori e i dirigenti sportivi al grave problema della tossicodipendenza”.

“Da questa formazione- precisa il vicepresidente dell’Omceo Roma- si passa poi all’educazione tra pari, ovvero la formazione di giovani ‘testimonial’ che possano a loro volta essere testimonial presso le proprie classi, le proprie squadre e i propri ambiti”.

Stefano De Lillo parla poi di vera e propria ‘emergenza-tossicodipendenza’. “I dati- informa- sono davvero impressionanti: nell’ultimo anno la metà dei ragazzi delle nostre scuole hanno fatto uso di sostanze stupefacenti e la gravità dell’impatto sociale e sanitario di questo problema non viene percepito”.

“Noi- ammonisce inoltre- temiamo che in Italia ancora non si sia creata una chiara consapevolezza sulla gravità di questo problema e vogliamo ribadire che tutte le droghe, quelle leggere e quelle pesanti, nuocciono alla salute: il 20% di quanti utilizzano la cannabis diventa schizofrenico, quindi psicotico, e rimane malato per tutta la vita e a carico del Servizio sanitario nazionale. Secondo alcuni dati scientifici, gli studenti che fanno ricorso a queste droghe perdono dieci punti di quoziente di intelligenza. Malgrado ciò, nell’opinione pubblica, nei media, nei social non si coglie la gravità di questo problema”.

“Ecco perché- conclude Stefano De Lillo- riteniamo che almeno attraverso la scuola e grazie a questo Protocollo d’intesa si permetta di far conoscere agli insegnanti, alle famiglie e soprattutto ai ragazzi la gravità e il pericolo derivanti dall’uso di queste sostanze. Prima si interviene meglio è: il 4% dei bambini delle scuole medie del nostro Paese utilizza già cannabinoidi”.

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