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Psichiatra: “Ripresa di settembre sembra un film già visto? Solo per illusi”

Quarta ondata in corso. Mencacci: "Relazioni saranno più selezionate e intime"
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ROMA – La ripresa di settembre 2021 somiglia molto a quella dello scorso anno, a tanti sembra di guardare un film già visto, di vivere un eterno ritorno del presente. Secondo Claudio Mencacci, psichiatra e presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf), a vivere questa condizione sono però coloro che si erano illusi che l’autunno e la campagna vaccinale in pieno corso avrebbero portato un definitivo ritorno alla normalità pre-pandemia. A riprova, “dopo 18 mesi in cui sono state incamerate paura e incertezza, si incominciano già a vedere, per chi non si era illuso, i segni attenuati della quarta ondata che- tiene a sottolineare lo psichiatra- nessuno poteva pensare non ci fosse. Comunque- aggiunge- tutto lascia pensare che avrà un impatto molto inferiore rispetto alle tre ondate precedenti. Però, questo non vuol dire che le cose tornino ad essere quelle che erano, perché non torneranno più come prima”. Nulla potrà tornare esattamente com’era prima della pandemia perché, spiega Mencacci, “quanto è accaduto ha cambiato profondamente la nostra vita. Ne ha cambiato le modalità lavorative, le relazioni sociali e affettive. Rispetto a questo grande cambiamento si muove un fiume carsico che non sempre emerge e sta corrodendo le nostre abitudini”.

Cosa dobbiamo aspettarci, sul piano delle relazioni, all’indomani della fine di questa pandemia?

“Da un lato- prevede il presidente Sinpf- ci sarà una sorta di impennata euforica, qualcuno ha citato l’epoca del ‘Grande Gatsby’ che, però, dobbiamo ricordare è finita malissimo. Abbiamo perso buona parte della rete della consuetudine (cene, eventi sociali, cinema, teatro, sport) e d’ora in poi faremo una prima selezione tra gli amici, in favore di una dimensione più raccolta e intima, meno ‘social’. Dall’altro lato, ci sarà la diminuzione di esternazioni fisiche dell’affetto e dell’amicizia: abbracci, baci, strette di mano. Si è annullato il primato del tatto e adesso quando ci si incontra, anche se si è tutti vaccinati, c’è più prudenza e meno contatto. Tutto questo porterà a uno spostamento delle relazioni su un piano più emotivo, dal contenitore al contenuto e ci sarà- conclude Mencacci- una maggiore selezione, sia rispetto alle amicizie che rispetto ai comportamenti”.

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