Napoli e Cuba unite dai tamburi Batà. Diregiovani incontra Paolo Bianconcini

Alla scoperta dell' "anima nera" all'ombra del Vesuvio, della sua musica, delle sue percussioni
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NAPOLI – Due città, Napoli e Cuba, unite dal ritmo ipnotico dei tamburi Batà del napoletano Paolo Bianconcini. E’ lui a fare da ponte tra le due sponde dell’oceano. Grazie al grande sassofonista Enzo Avitabile, nel corso della tournée “O’ munnsemove”, il suo nome si è trasformato in Paolo Batà Bianconcini segno inequivocabile che tra l’artista e il suo strumento c’è una sintonia, una “fusione” che ha del magico.

Paolo Bianconcini, la musica ragione di vita

La musica è, infatti, per Bianconcini ragione di vita, “suoneremmo tutti i giorni, per chiunque e dovunque. La cosa che ci gratifica più di un palco gigante o di un ottimo cachet è il pubblico”. Qualcuno che “viene e ti dice grazie alla tua musica mi è cambiato qualcosa. Ho superato un ‘momento’. Noi del resto siamo di passaggio. Non siamo tanto importanti e, forse, una nostra canzone può essere più importante di noi stessi”.

Paolo Bianconcini, quando la musica unisce

Musica, percussioni ed entusiasmo che Bianconcini porta con il suo gruppo, Batà Ngoma, anche nel BataLab. Un laboratorio di danza e canti afrocubani dove la ricerca e la sperimentazione musicale si incontrano. Il BataLab non è aperto solo ai musicisti ma anche agli immigrati, ai ragazzi delle periferie e a quelli con “difficoltà”. Un modo per stare insieme e conoscersi con la musica a fare da collante oltre le “barriere”.

Paolo Bianconcini, il nuovo disco

Dopo l’estate il nuovo disco. Per Paolo Batà Bianconcini nove nuove tracce, due registrate a Cuba, dalle sonorità morbide ma dai “testi molto sentiti”. Brani “molto vissuti, esperienze di vita molto forti raccontate per la prima volta”.

Paolo Bianconcini, la bio

Classe 1982 napoletano di nascita ma, ora, cittadino del mondo. Musicalmente nasce nel 1998 quando registra in studio il progetto “Cuba Sound Sistem”. Nei primi anni duemila suona con Enzo Avitabile nella tourne “O’ munnsemove” incontrando sul palco Peppe Barra, LinoCannavacciuolo, Paul e Gabin Dabiret. Arrivano, poi, gli anni di studio tra Napoli, Cuba e Parigi che culminano nel diploma di Laurea al conservatorio S. Pietro a Majella del capoluogo partenopeo. Nel 2013 fonda il progetto BATA’ NGOMA band afroreggaebeat dove confluiscono le esperienze raccolte in giro per il mondo.

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