È morto John Peter Sloan, il comico che insegnava l’inglese in tv

Aveva 51 anni, la causa sarebbe una crisi respiratoria
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – E’ morto improvvisamente, all’età di 51 anni, John Peter Sloan, il comico britannico divenuto celebre in Italia per le sue lezioni di inglese in tv. La causa del decesso, a quanto si apprende, sarebbe una crisi respiratoria. Si trovava a Menfi, in Sicilia, dove viveva dal 2016 e dove aveva aperto la ‘Sloan scuola di inglese‘. In Italia era arrivato negli anni ’90, dove con le sue lezioni e la sua simpatia si era conquistato il favore del pubblico televisivo, diventando un ospite fisso del programma Zelig. La sua ultima apparizione sui social  risale a qualche giorno fa.

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Si ritorna in studio di registrazione!!! @audible_it presto un nuovo corso!!! @amazon ⏳ 🇬🇧

Un post condiviso da John Peter Sloan official (@jpsloan_official) in data:

Tanti i messaggi di cordoglio dei colleghi. Herbert Pacton sui social posta una foto insieme al comico britannico e scrive: “Hai saputo tirare fuori il meglio di me, come persona e come attore…. Ora mi risuona la tua voce in testa…. con gli occhi pieni di lacrime mentre accenno ad un sorriso perché sento la tua voce che mi dice una cazzata…. Ti ho voluto sempre sempre sempre un gran Bene Amico Mio ed ora ti devo dire addio….. Ti porterò per sempre nel mio cuore Mate”.

Su Facebook Maurizio Colombi lo ricorda così: “Oggi ci ha lasciato un grande personaggio italiano importato da Birmingam. John Peter Sloan, un grande cantante, un creatore, un attore, un comico, un insegnante unico, una persona difficile e discutibile fra le più intelligenti che abbia mai conosciuto ma soprattutto un grande amico che adesso mi manca molto”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

26 Maggio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»