Prestito ponte per Alitalia, poi la vendita; Italia fanalino di coda per numero laureati; Grillo contro Reporter senza frontiere

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Ecco i titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE

ALITALIA. UN PRESTITO PONTE, POI MESSA IN VENDITA

Dopo il no dei lavoratori all’accordo su Alitalia, non ci sara’ la nazionalizzazione della compagnia. “Non ci sono le condizioni”, mette in chiaro il presidente del consiglio Paolo Gentiloni. Il governo, aggiunge il premier, non fara’ mancare il suo impegno. L’operativita’ di Alitalia per i prossimi sei mesi sara’ garantita da un prestito ponte di 3-400 milioni, in vista di eventuali acquirenti. Non si esclude neppure la vendita a piu’ operatori, interessati a singoli asset. La prossima settimana sarà avviata la pratica per l’amministrazione straordinaria. Alitalia dovrebbe essere affidata a tre commissari, con Luigi Gubitosi in pole.

ALITALIA, GALANTINO: NON SPETTA SOLO A GOVERNO SALVARLA

Non spetta solo al governo lavorare per il salvataggio di Alitalia. Il segretario generale della Cei Nunzio Galantino prende posizione sulla vertenza che interessa l’ex compagnia di bandiera. “C’è bisogno di trovare gente che abbia voglia di investire”, dice Galantino che invita a pensare come “al di là dei numeri siano le vite concrete delle persone a dover stare a cuore”. Di questa vicenda, aggiunge, “spaventa il difetto generale di responsabilità che lascia intravedere. Bisognerebbe rileggersi quello che fu detto quando si rifiutò l’alleanza con Air France e Klm, quando si scelse di difendere l’italianità dell’Alitalia.

TROPPO POCHI LAUREATI, ITALIA PENULTIMA IN EUROPA

L’Italia e’ il penultimo paese dell’Unione europea per numero di laureati. Lo riferisce l’Eurostat. Nel 2016, la percentuale di laureati tra le persone tra i 30 e i 34 anni è cresciuta in tutti i Paesi membri dell’Unione europea rispetto al 2002 ma l’Italia è tra i Paesi con la percentuale più bassa (26,2%). Una quota inferiore si registra solo in Romania (25,6%). Il livello di persone con un titolo di istruzione superiore è comunque raddoppiato rispetto al 2002, quando la quota era del 13,1%.

PISAPIA A RENZI, POSSIBILE CENTROSINISTRA SENZA PD

La lezione francese agita le acque nel centrosinistra italiano. “Il tempo e’ scaduto. Renzi unisca la sinistra o e’ la fine”, dice Giuliano Pisapia. Scettico Michele Emiliano, che non crede nelle doti di federatore di Renzi: “E’ fantapolitica”, taglia corto. Per l’ex premier, le primarie del Pd decideranno chi sara’ il candidato per le politiche a Palazzo Chigi. A stretto giro la replica di Pisapia: “Non condivido”. Quindi l’avvertimento a Renzi: “Il nuovo centrosinistra si puo’ fare anche senza Pd, ma io vorrei che ci fosse e che fosse convinto di guardare a sinistra, non a destra”.

GRILLO CONTRO REPORTER SENZA FRONTIERE

“Sarei io il problema” dell’informazione in Italia? A chiederselo e’ Beppe Grillo, che rispedisce al mittente le accuse di Reporter senza frontiere. “E’ il sistema ad essere marcio”, dice il leader del M5s. Nel rapporto dell’organizzazione per la libera stampa il nostro Paese guadagna 25 posizioni. Tuttavia permangono “provocazioni e minacce”, di “responsabili politici”. Su scala internazionale, la situazione non e’ “mai stata così a rischio”. Sotto accusa fake news, repressione e uomini “forti” come Erdogan e Trump.

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