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Marchio capitale per l’olio del Lazio, ecco l’Igp Roma

Il rosso 'capitolino', il Colosseo, la scritta gialla Roma Igp e due olive a testimoniare un'eccellenza, che da oggi può contare anche sulla Capitale
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ROMA – Il rosso ‘capitolino’, il Colosseo, la scritta gialla Roma Igp e due olive a testimoniare un’eccellenza, quella dell’olio del Lazio, che da oggi può contare anche sulla Capitale. Nasce ‘Roma Igp’, il nuovo progetto messo a punto da Coldiretti Lazio in collaborazione con Arsial e presentato oggi al Tempio di Adriano nell’ambito di Extract. Obiettivo del futuro marchio, la promozione dell’olio del Lazio attraverso il potere evocativo di Roma che in questo senso “rappresenta un’opportunità per il sistema laziale”, ha spiegato David Granieri, presidente Coldiretti Lazio: “Si tratta di un progetto promosso da Coldiretti Lazio e patrocinato da Unaprol, in collaborazione con Azienda romana mercati e Arsial, oltre al ministero per la procedura di presentazione del marchio in Europa”. Obiettivo di Igp Roma, “estendere in termini di consapevolezza e soprattutto di opportunità una possibilità che è sì economica e commerciale, ma anche inclusiva in senso sociale- ha spiegato ancora Granieri- Perché abbiamo l’ambizione di usare un nome evocativo come quello di Roma, ma con le carte che dimostrano l’omogeneità di territorio e soprattutto la storicità e la reputazione di un lavoro che è stato fatto dai nostri padri e i nostri nonni, con una riconoscibilità valida in tutto il mondo”.

Per quanto riguarda i tempi di Igp Roma, “proviamo a realizzarlo in 7 o 8 mesi- ha concluso Granieri- perché i territori hanno bisogno di questi strumenti”. E siccome “il mercato c’è e il prodotto anche, perché l’olio del Lazio non ha nulla da invidiare a nessuno- ha aggiunto Valentina Canali, direttore dell’Azienda romana mercati- é giusto puntare alla promozione”. Del resto, ha ricordato Canali, “la Capitale é l’unica città che ha un termine di riconoscibilità dei suoi prodotti, che é ‘romanesco’”. Una proposta, quella del marchio Igp Roma, a cui “l’Arsial ha detto subito di sì”, ha spiegato l’amministratore unico Antonio Rosati. Del resto, ha aggiunto, “Roma è il terzo brand più conosciuto del mondo, nell’immaginario collettivo è una Samarcanda. E allora questo fattore va giocato bene, soprattutto in questo Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco: è con il cibo, e in particolare l’olivo, che andiamo alle radici della nostra esistenza. Il Papa- ha detto- ci propone un’altra idea di consumo e di sviluppo. E allora intorno all’olio dobbiamo costruire la nostra locomotiva e agganciarci tutti i nostri valori”. Ecco perché quello di Igp Roma “e’ un percorso che seguiremo con grande passione, a cui credo moltissimo, perché rappresenta anche l’idea di un nuovo umanesimo: sviluppo sostenibile e possibilità di posti di lavoro, che è il nostro assillo. E’ questa la nostra grande scommessa”.

“Il progetto per il marchio Igp Roma è un’idea molto bella che ha avuto la Coldiretti e verso cui noi come Arsial abbiamo il piacere di essere partner, dando tutta la nostra assistenza. Seguiremo tutto il progetto al ministero e presso l’Unione europea. Si parte dall’idea che l’olio extravergine d’oliva è una grande locomotiva, nel Lazio è davvero un prodotto d’eccellenza. Oltre 65mila ettari della nostra regione, pari al 45% della produzione di tutta l’agricoltura del Lazio è a olio extravergine”. A dirlo è Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, intervenuto oggi al Tempio di Adriano per la presentazione del progetto Igp Roma. Igp Roma rappresenta per Rosati anche “una possibilità di difendere molto valore aggiunto e di creare lavoro, ma soprattutto di farci conoscere in Italia e nel mondo con un brand eccezionale che è Roma, proprio nell’Anno giubilare. Sogniamo che un domani, presso tutti i ristoranti e gli alberghi della città si possa avere una bottiglia di olio Igp Roma, magari fatto a Canino, in Sabina o nelle colline pontine, in modo da avere un veicolo straordinario”. Tra le condizioni di successo del nuovo marchio, “un grande rapporto qualità-prezzo e una grandissima qualità, perché dobbiamo continuare a essere promotori del cibo italiano sano, perché nel mondo il fattore salute è determinante”. A proposito dei tempi di realizzazione del nuovo marchio, Rosati ha tenuto a dire che “l’Europa deve capire di essere più veloce nelle risposte. Dobbiamo essere bravi e fare bene le cose, ma oggi nell’era della velocità bisogna avere risposte immediate. Anche perché le tensioni in Europa sono forti e voglio ricordare che anche questo è un modo per creare ricchezza e lavoro. Perché è anche attraverso il cibo e i prodotti agricoli- ha concluso- che passa l’idea di un nuovo umanesimo, uno sviluppo sostenibile per la terra e una crescita equa per tutti”.

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