Basilicata, petizione di Italia Nostra per dire no alla centrale del Mercure

La centrale a biomasse si trova nel cuore del Parco nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata
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POTENZA – Una petizione contro la centrale del Mercure nel Parco del Pollino. Indetta da Italia Nostra e sostenuta anche da Forum Ambientalista, Lipu, Mountain Wilderness e Pronatura, l’appello segue le numerose manifestazioni che si sono susseguite nel corso del tempo volte a sollecitare la necessità di bloccare le emissioni derivanti dalla copiosa attività di combustione del legname. La centrale a biomasse sul fiume Mercure si trova nel cuore del Parco nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata. Nel documento che accompagna la petizione, Italia Nostra spiega che pur bruciando 340mila tonnellate l’anno di legno vergine, la centrale produce una quantità irrilevante di energia mentre ha un gravissimo impatto sulla biodiversità del parco, che è anche Zona di protezione speciale (Zps) dell’Unione Europea. L’approvvigionamento del legname è già stato in passato infiltrato dalla criminalità organizzata (mafia dei boschi).

Il microclima della valle in cui si trova, favorisce il ristagno delle emissioni nocive della centrale, con rischio per la salute degli abitanti soprattutto dei comuni di Viggianello e Rotonda, in territorio lucano, in provincia di Potenza. Secondo Italia Nostra la centrale danneggia le attività economiche e l’occupazione dell’area, basate sul turismo e sulle produzioni agro-alimentari di qualità.

A promuovere l’appello anche il presidente del parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese: “Fermiamo questa centrale a biomasse – scrive Domenico Totaro su Facebook – È un danno per la salute, è un danno di immagine per il Parco del Pollino, è un danno per la biodiversità. Il dopo coronavirus comincia anche da qui”.

La petizione può essere firmata all’indirizzo http://chng.it/fDmcGcwC.

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25 Maggio 2020
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