Casellati: “Il 25 aprile il nostro popolo si è fatto Nazione”

Maria Elisabetta Alberti Casellati Presidente del Senato, lo dice a Padova dove si trova per le celebrazioni della Liberazione
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PADOVA – “Quella di oggi è e deve essere, soprattutto, una Festa. La Festa della speranza, della civiltà. La Festa di tutti coloro che credono nei principi che sono alla base del nostro Stato di diritto, di tutti coloro che si riconoscono nella comunità internazionale e nei valori che ne ispirano l’operato. La Festa di chi ha creduto nella rinascita del nostro Paese e nell’Europa come fulcro di pace tra i popoli e di benessere sociale”. Maria Elisabetta Alberti Casellati Presidente del Senato, lo dice a Padova dove si trova per le celebrazioni della Liberazione.

“Festa e Liberazione dunque, due parole bellissime, che insieme assumono per tutti noi il valore insopprimibile della libertà, dei diritti umani, sociali, politici- dice Casellati- Una Festa che nel 1945 a Padova, così come in tutto il Veneto, fu sostanzialmente attesa più che in ogni altra parte del Paese. Ci fu infatti bisogno di attendere altre tragiche ed eroiche giornate per poter celebrare la fine dell’occupazione; un esito reso possibile grazie al sacrificio di migliaia di partigiani e alleati che costrinsero le ultime armate nazi-fasciste ad arrendersi siglando le rese incondizionate, concretizzandone finalmente il definitivo allontanamento”.

Il 25 aprile rappresenta la celebrazione “di un popolo che ribellandosi contro i totalitarismi ha trovato la forza di farsi nazione”. Maria Elisabetta Alberti Casellati Presidente del Senato, lo dice intervistata dal Corriere della Sera.

“Il 25 aprile è una data simbolica che evoca e racchiude i valori fondanti del nostro Paese ed esalta i pilastri immateriali su cui è stata eretta la nostra Repubblica: libertà, pace e democrazia- spiega Casellati- Celebrarlo oggi significa continuare a ricordare l’orgoglio e lo spirito di sacrificio di un popolo che ribellandosi contro i totalitarismi ha trovato la forza di farsi nazione. Coltivare la memoria è fondamentale per fare in mo- do che le nuove generazioni conoscano le radici del nostro Stato di diritto, a partire dal valore universale della Costituzione repubblicana”.

Alla generazione protagonista della Liberazione, “di cui faceva parte mio padre, liberale e partigiano, l’Italia e gli italiani delle epoche successive devono, dobbiamo, tante cose- dice il Presidente del Senato- Senza i loro sacrifici, senza le loro lotte, senza la loro caparbietà, senza il loro coraggio nel voler costruire un Paese libero e senza divisioni, la nostra storia avrebbe preso un’altra piega. Con quella generazione, che ci ha restituito la libertà e la democrazia ed è stata protagonista della rinascita materiale e morale dell’Italia, abbiamo tuttora un enorme debito di riconoscenza. Credo che il modo migliore per ricordare i nostri padri sia credere nelle istituzioni, difenderle e rappresentarle con convinzione e con forza”.

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