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Zaia: “Draghi ci dica chi sgarra, noi abbiamo rispettato le categorie”

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Il governatore torna alla carica dopo la 'strigliata' del premier nei confronti di alcune regioni e rilancia: "Il Veneto vaccinerà anche gli accompagnatori over 65 degli ultraottantenni"
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VENEZIA – Il premier Mario Draghi “può dire quello che vuole, il governatore del Veneto risponde”. Torna alla carica il presidente del Veneto Luca Zaia, dopo la ‘strigliata’ dei presidente del Consiglio nei confronti di alcune Regioni. “Noi- rivendica Zaia nella diretta social di oggi- abbiamo rispettato le categorie vaccinali in maniera ossessiva. Se il presidente del Consiglio ha contezza che qualcuno si è comportato male lo deve dire, perché vuol dire che non ha rispettato la legge”. Proprio ieri la Regione è intervenuta per stoppare la vaccinazione di dipendenti comunali a Padova. “Abbiamo detto a tutti i direttori di concentrarsi sulle categorie” a rischio. Vaccinando i dipendenti comunali, avvisa Zaia, “rischiamo di togliere vaccini a chi ne ha più bisogno”. Inoltre “molti sono in smart working”.

“L’OBBLIGO DI VACCINAZIONE AI SANITARI? UN’UTOPIA GIURIDICA”

L’obbligo di vaccinazione per i sanitari è una “utopia dal punto di vista giuridico”. Luca Zaia boccia così la mozione messa in campo dal Pd veneto per spingere gli operatori sanitari ad immunizzarsi contro il Covid. Ma il governatore, durante la conferenza stampa di oggi, manifesta tutto il suo scetticismo sulla proposta. “Perché nel momento in cui una persona è stata assunta con un contratto dove non c’era scritto che doveva vaccinarsi non puoi imporre il vaccino” successivamente. Per il presidente “far credere ai cittadini che si può obbligare i sanitari a vaccinarsi è lavoro per gli avvocati”. Zaia ripesca l’esempio della guardia giurata: “non puoi obbligarlo a usare l’arma dopo che lo hai assunto”. Per quanto riguarda i nuovi contratti, secondo il presidente servirebbe una legge nazionale. E da questo punto di vista “a Roma fanno una cosa e sul territorio ne dicono un’altra”, osserva Zaia a proposito del centrosinistra.

“ABBIAMO UN RT AI LIMITI DELLA ZONA ARANCIONE, ASPETTIAMO CON ANSIA”

“Non è impossibile” che il Veneto passi in arancione nei prossimi giorni. Lo sostiene il governatore Luca Zaia. “Abbiamo un Rt ai limiti della zona arancione, qualche decimo sotto l’1,25, un’incidenza ancora attorno ai 250. Stiamo aspettando con ansia la classificazione” da parte del Cts. Durante la conferenza stampa in diretta social di oggi da Marghera, Zaia ha anche sottolineato che in regione “abbiamo più casi perché siamo entrati nella fase acuta un mese dopo tutti gli altri“. Quindi è verosimile che il Veneto rimanga in coda ad altre regioni, ma “non siamo gli appestati”. I dati di oggi parlano di 1.861 nuovi positivi, il 4% dei tamponi e 25 decessi nelle ultime 24 ore. Sui 39.183 attualmente positivi ci sono 2.092 ricoverati, di cui 1.815 in zona non critica e 277 in terapia intensiva.

IL VENETO IMMUNIZZA ANCHE GLI ACCOMPAGNATORI, PURCHÉ OVER 65 E CONVIVENTI

Dopo l’open day messo in calendario per domenica a Treviso, il Veneto fa un altro tentativo per provare ad accelerare le vaccinazioni. Nella sostanza, se si tratta a sua volta di un over 65, verrà vaccinato anche l’accompagnatore dell’anziano che si presenta con l’appuntamento ad un punto vaccinale, purché si tratti di una persona convivente. “Se c’è un accompagnatore over 65 faremo di tutto per vaccinare anche lui. Ho chiesto ai direttori di stressare al massimo la macchina per farlo”, informa oggi Zaia durante la conferenza stampa in diretta social da Marghera. “Abbiamo deciso stamattina e alcune aziende sono già ora in grado di affrontare nuova sfida. Se c’è over 80 accompagnato da un over 65 convivente vaccineremo anche l’over 65”.

Finora, tira le somme Zaia, in regione “abbiamo fatto 685.093 vaccini, 22.978 nelle ultime 24 ore”. Il proposito è di chiudere la partita degli over 80, circa 400.000 persone in tutto, 100.000 vanno vaccinati a domicilio, “verso metà aprile”. Per accelerare nella campagna, “stiamo per far scendere in campo i 1.300 specializzandi“, informa sempre il presidente regionale. Inoltre “iniziamo anche sul fronte delle imprese”. All’inizio “timidamente- precisa Zaia- perché non ci sarà grande disponibilità. Ma è giusto e corretto che si dia sfogo anche questo canale, che è previsto dal piano vaccinale”.

I RISTORATORI PROTESTANO, ZAIA SOLIDARIZZA: “LA MIGLIORE SOLUZIONE È RIAPRIRE”

A Marghera va in scena la protesta dei ristoratori alla sede della Protezione civile regionale, dove si trova il governatore Luca Zaia. Il quale solidarizza coi manifestanti. Una “protesta assolutamente comprensibile viste le difficoltà che stanno vivendo”, dice il presidente del Veneto. “Questo settore è cruciale dal punto di vista economico ma anche il biglietto da visita della promozione di questo territorio. Spero davvero che arrivi qualcosa a queste imprese, anche se non ho capito su quelli basi saranno distribuiti” i fondi del decreto del Governo. “Ma credo che la migliore soluzione sia riaprire“. Per “uscire da questo casino- dice Zaia- bisogna vaccinare e farlo alla svelta“. In ogni caso “sui 60.000 posti di lavoro persi in Veneto 35.000 sono sul turismo”, sottolinea ancora il governatore.

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