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Londra, tempo scaduto: “Restituisca le isole Chagos”

Le autorità delle Mauritius contestano l'annessione del gruppo di atolli ai British Indian Ocean Territory
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ROMA – Le Mauritius hanno accusato la Gran Bretagna di occupare illegalmente il territorio delle Isole Chagos, un tempo sotto il dominio coloniale. La denuncia è coincisa con lo scadere dei tempi di restituzione previsti da una risoluzione delle Nazioni Unite del 22 maggio.

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Le autorità delle Mauritius contestano l’annessione del gruppo di atolli ai British Indian Ocean Territory (Biot) portata a termine da Londra nel 1965 dietro pagamento di tre milioni di sterline. L’Ufficio degli affari esteri e del Commonwealth britannico (Fco) ha fatto sapere in una nota che “il Regno Unito non ha dubbi sulla sua sovranità sulle isole, che sono state sotto il nostro controllo fin dal 1814”. A maggio, però, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha stabilito che “la decolonizzazione delle Mauritius non è stata condotta in termini consoni al diritto all’autodeterminazione” e che, di conseguenza, “continuare ad amministrarle costituisce un atto illeggittimo”. La risoluzione dell’Assemblea ha seguito un verdetto dello stesso tipo da parte della Corte internazionale di giustizia dell’Onu, che intimava la Gran Bretagna di lasciare le isole “il prima possibile”. Il segretario del Labour Party, Jeremy Corbyn, oppositore dei conservatori al governo a Londra, ha detto all’emittente Bbc che sarebbe importante restituire le isole “come simbolo del modo in cui vogliamo comportarci rispetto al diritto internazionale”. L’isola più grande dell’arcipelago delle Chagos è Diego Garcia, già al centro di dispute a livello internazionale. Dal 1968 al 1973 il governo di Londra deportò con la forza tutti gli abitanti dell’isola verso le Mauritius, come parte di un accordo di concessione agli Stati Uniti di un’isola nell’Oceano Indiano per la costruzione di una base militare.

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