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Conte e l’ex Ilva: “Mittal resta, ma non escludo intervento pubblico”

Tutto risolto? "Le premesse ci sono", spiega il presidente del Consiglio in un'intervista a 'la Repubblica'
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ROMA – “Il signor Mittal mi ha dichiarato di essere disponibile a tornare sui suoi passi e a investire nello stabilimento. Mi ha detto che e’ rimasto molto colpito dalla mia visita a Taranto. Gli ho detto che sono pronto a credergli ma a patto di realizzare tre obiettivi: rafforzare il piano di risanamento ambientale, indirizzare lo stabilimento verso la transizione energetica introducendo le piu’ sofisticate tecnologie ‘pulite’, assicurare il piu’ elevato livello di occupazione possibile. Gli ho spiegato che, in concomitanza, si avviera’ il ‘cantiere-Taranto’, un ventaglio di progetti che rilanceranno l’intera citta’ e ristoreranno, con gli interessi, la comunita’ locale da anni in sofferenza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista al quotidiano la Repubblica.

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Tutto risolto? “Le premesse ci sono. Un primo risultato l’abbiamo raggiunto: abbiamo bloccato il recesso di Arcelor Mittal da Taranto, che, anche per le modalita’ immediate con cui era stato progettato, avrebbe arrecato un grave danno produttivo e compromesso qualsiasi operazione di rilancio della citta’. Abbiamo evitato un disastro economico e sociale”. Quanto agli esuberi, “ho rispedito al mittente la loro richiesta di taglio”. Sul cosiddetto scudo, Conte aggiunge: “Non ne abbiamo parlato. Sara’ l’ultima questione. La affronteremo alla fine”. Infine, sull’ipotesi di un intervento pubblico Conte osserva: “Non lo escludo, ma non sara’ in sostituzione. Se ci sara’, sara’ una presenza di sostegno e, direi, di controllo”.

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