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Neonato di 20 giorni muore dopo emorragia: forse una circoncisione fatta in casa

È stata la mamma a fermare i Carbinieri per strada chiedendo aiuto con il neonato in braccio: il piccolo aveva in atto un'emorragia fortissima. La famiglia è nigeriana

Pubblicato:24-03-2023 15:58
Ultimo aggiornamento:24-03-2023 18:12

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ROMA – Potrebbe essere stata una circoncisione clandestina, eseguita tra le mura domestiche la causa della morte di un neonato di soli 20 giorni. Il piccolo è giunto privo di vita questa mattina al Policlinico Tor Vergata di Roma, dove era stato trasportato d’urgenza in ambulanza da Colonna, il più piccolo tra i comuni dei Castelli romani. Era stata la mamma del bimbo, di origini nigeriane, a chiedere aiuto in strada, con il figlio piangente tra le braccia, a una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Frascati.

I militari hanno immediatamente scortato l’ambulanza a sirene spiegate sino al nosocomio capitolino, dove il bambino è però arrivato senza vita dopo una fortissima emorragia. In queste ore gli investigatori stanno ascoltando alcune persone della comunità nigeriana di Colonna per tentare di fare luce sulla tragedia.

AWAD (MEDICO): BASTA, NON SI PUÒ MORIRE DI CIRCONCISIONE

“Basta con queste morti. Nel 2023 non si può perdere la vita per una circoncisione. È una cosa fuori dal mondo. Bisogna arrivare a fare un atto civile, quello di realizzarla in un ambiente protetto, sia questi un ospedale o un ospedale di comunità. L’ambiente protetto è l’unico che garantisce questo diritto e tutela la salute”. Così, all’agenzia Dire, il consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma, Musa Awad, commenta la tragedia che ha visto vittima un neonato di soli 20 giorni.


“Tra l’altro- tiene a sottolineare Awad- a livello chirurgico la circoncisione è un’operazione molto semplice, quasi minimale. Basti pensare che nei Paesi arabi, musulmani, ai giovanissimi ma anche a quelli che hanno 10-15 anni, la circoncisione viene eseguita in ospedale senza anestesia. Io stesso l’ho fatta a diversi bambini appena nati nell’ospedale italiano di Amman, in Giordania. È un atto chirurgico che dura pochi minuti, davvero minimo, ma che deve essere eseguito da persone esperte in un ambiente pulito, in una piccola sala operatoria”.

AODI (AMSI): RICHIESTA A SCHILLACI PER INCONTRO URGENTE

“Siamo molto dispiaciuti per l’ennesima tragedia di bambini per colpa delle circoncisioni clandestine. Chiediamo un incontro urgente al ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, per lavorare affinché vengano effettuate in tutte le regioni e per tutelare la salute dei bambini e combattere le circoncisioni clandestine, tutto il mercato nero e le loro complicanze gravissime sui bambini dal punto di vista psicologico, sessuale e fisico”. Con queste parole il presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e membro della commissione Salute Globale della Fnomceo, Foad Aodi, commenta il decesso di un neonato di soli 20 giorni, arrivato morto al Policlinico Tor Vergata di Roma: l’ipotesi è una emorragia da circoncisione finita nel peggiore dei modi.

IN ITALIA IL 40% DELLE CIRCONCISIONI AVVIENE IN MODO CLANDESTINO

“Nel mondo- ricorda poi Aodi- più del 30% dei maschi è circonciso per motivo religioso, culturale o preventivo. Solo nel nostro Paese, più di 15mila circoncisioni vengono richieste da musulmani e non, di cui 8mila e 500 vengono eseguite in Italia (maggiormente nel Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte, Campania e Sicilia) e 6.500 nei paesi di origine. Il 40% delle circoncisioni che si fanno in Italia sono fai da te e clandestine e causano l’aumento delle complicanze sui bambini del 15%”.
“Il 99% delle famiglie musulmane- conclude- vuole ricorrere a questa pratica sin dai primi mesi di vita dei bambini. Per colpa della pandemia è aumentata la lista d’attesa, il costo della circoncisione in privato e di conseguenza il mercato nero e le circoncisioni fai da te, ovvero clandestine”.

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