T-Days blindati con barriere fisse, serve l’ok della Soprintendenza

Il Comune: "Noi siamo pronti. per altre iniziative si valuta caso per caso"
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BOLOGNA – Palazzo D’Accursio è pronto a ‘blindare’ i T-days con protezioni fisse contro possibili atti di terrorismo. Ma serve il via libera da parte della Soprintendenza per installarle. Lo spiega l’assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Riccardo Malagoli, che oggi in aula ha risposto alle interrogazioni dei leghisti Lucia Borgonzoni e Umberto Bosco.

“Siamo al lavoro per trovare una soluzione definitiva che tenga conto delle esigenze di tutti- afferma Malagoli- di non dovere portare e riportare quegli strumenti tutti i fine settimana”. Per questo è stato “presentato un progetto alla Soprintendenza che, secondo noi, è attuabile in tempi abbastanza brevi e che conforma la città in modo diverso da come è conformata quella strada adesso”.

Palazzo D’Accursio sta quindi aspettando il parere della Sovrintendenza, “dopodiché siamo pronti a realizzare un sistema fisso e che debba in qualche modo essere condiviso da Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e ambulanze– sottolinea l’assessore- mettere insieme tutti questi soggetti, ognuno con le sue esigenze sempre legate alla sicurezza, non è semplice. Però il progetto è stato fatto, inviato in Soprintendenza e ci attendiamo una risposta nel merito”. Ieri, al Tavolo per l’ordine e la sicurezza in Prefettura, è stato deciso di prevedere protezioni non solo per i T-days, ma anche per le altre attività e feste di strada. “E’ un tema che oggi è sempre di più sotto gli occhi di tutti- sottolinea Malagoli- come abbiamo visto anche nei giorni scorsi a Londra”.

A Bologna, segnala l’assessore, “abbiamo un tema legato ad alcune iniziative che si svolgono in città e che possono essere, più di altre, suscettibili ad alcune azioni dimostrative che però incidono molto sulla qualità della vita di una città“.

La soluzione dei new jersey adottata per via Ugo Bassi, però, non è adatta per tutte le situazioni. “Alcune feste di strada hanno le caratteristiche dei T-Days- sottolinea Malagoli- dipende dalla larghezza della strada e da come è conformata. Altre no, soprattutto in centro storico, hanno dimensioni molto più ridotte. Questo non significa che non ci debba essere un’attenzione laddove c’è un accavallarsi di persone e di eventi importanti, ma gli strumenti possono essere diversi con i quali agire rispetto al controllo di queste iniziative”.

La riunione di ieri si è dunque riaggiornata “agli inizi di maggio- spiega l’assessore- quindi si approfondirà di volta in volta ogni iniziativa che verrà proposta“.

A invocare “soluzioni strutturali” per proteggere i T-days è anche Lucia Borgonzoni, che propone ad esempio i fittoni mobili. Bosco invece si preoccupa del fatto che le barriere antiterrorismo non siano a carico dei commercianti. “Ma l’assessore su questo non mi ha risposto- rimarca il leghista- ad oggi gli esercenti non hanno ancora idea se devono sostenere i costi o meno. E’ un’incognita che fa la differenza, così si rischia di far saltare molte iniziative. Sono spese che non tutti i commercianti si possono permettere, soprattutto in zone degradate come la Bolognina”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

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