Cara Castelnuovo di Porto, 107 dipendenti perderanno il lavoro

ROMA - "In questo stabile lavorano 107 dipendenti italiani che si ritroveranno senza un lavoro. Questo stabile va avanti dal
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ROMA – “In questo stabile lavorano 107 dipendenti italiani che si ritroveranno senza un lavoro. Questo stabile va avanti dal 2009 quindi, a prescindere dalla cooperativa che vince l’appalto, i lavoratori rimangono. Chiudendo questo stabile i dipendenti rimangono senza lavoro. Io ho 26 anni e cerchero’ di trovare un altro lavoro, ma ci sono anche persone di oltre 50 anni, ci sono anche coniugi che perderanno il reddito familiare. Il problema e’ la mancanza di preavviso che c’e’ stata.

La nostra cooperativa non ha neanche la possibilita’ di aiutarci. Reddito di cittadinanza? Penso che il reddito di cittadinanza dovrebbe essere destinato al miglioramento della vita delle persone, non a creare disoccupati dove non ce n’erano”. Lo ha detto Juri Grillotti, coordinatore della cooperativa Auxilium per il Cara di Castelnuovo di Porto, intervenendo ai microfoni de “L’Italia s’e’ desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano.

“L’opinione pubblica e’ molto varia- ha continuato Grillotti- Ci sono persone contro e a favore. Io non sento quest’astio nei confronti dei lavoratori delle cooperative. L’altro giorno abbiamo organizzato una passeggiata sociale, a cui hanno partecipato tante persone che hanno sposato la nostra causa”.

Per quanto riguarda la situazione dei migranti nel Cara, Grillotti ha sottolineato: “C’era una situazione organizzata, tutto era sotto controllo. Sicuramente in questi anni ci sara’ stato qualche episodio in cui qualche ospite avra’ creato problemi, ma non possiamo generalizzare per uno o due episodi. Siamo arrivati anche ad avere 950 ospiti, ora prima dello sgombero ce n’erano 530. Adesso li stanno trasferendo, qualcuno e’ gia’ scappato. Adesso queste persone come si ritroveranno? Fuori da qualunque percorso di accoglienza finiranno per strada. C’erano ragazzi che andavano a scuola e non hanno neanche potuto salutare i compagni”.

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