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Pechino 2022, Mattarella consegna il Tricolore agli atleti: Goggia e Bertagnolli portabandiera

Malagò ringrazia Mattarella per "la sua infinita, costante, precisa, affettuosa, umana competente attenzione e sensibilità nei confronti dello sport italiano"
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ROMA – Un lungo applauso dagli atleti olimpici e paralimpici al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il suo saluto al Quirinale in occasione della consegna del Tricolore prima della partenza per Pechino 2022. “Benvenuti e benvenute al Quirinale – li ha salutati il capo dello Stato – Auguri davvero, andrete a Pechino accompagnati dalla attenzione e dall’affetto degli italiani”.

“Avete rappresentato davvero l’Italia alle Olimpiadi di Tokyo, anche quelle aperte il giorno 23 di un mese, il 23 di luglio, e sarà certamente così anche a Pechino per le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali”, ha detto il presidente Mattarella. “Non vi dirò che i nostri concittadini aspettano molte medaglie, questa è una speranza, ma si aspettano soprattutto una partecipazione che renda onore al nostro Paese come certamente farete. Rendete onore al nostro Paese, alla sua bandiera, ai suoi colori, ai suoi valori, con la vostra partecipazione. E in questo vi assicuro sarete seguiti con grande affetto da tutti gli italiani e da me tra questi. Auguri”.

GOGGIA: IO PORTABANDIERA, GRANDISSIMO ONORE

“E’ una giornata molto significativa per me, è un grandissimo onore essere la portabandiera, non è una cosa che di certo capita a tutti gli atleti e per questo sono veramente grata. Cosa dirò a Mattarella? Non sono una ragazza che si prepara le cose o i discorsi, ascolto molto le emozioni e agisco di conseguenza”. Così Sofia Goggia, poco prima di raggiungere il Quirinale dove avverrà la consegna del Tricolore ai portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici di Pechino 2022.

“Cosa aspettarmi dai Giochi? Non saprei, tutti hanno sempre tante aspettative per le Olimpiadi, ma lo sci è fatto di mille variabili e io di sicuro prometto che darò il mio meglio per essere la migliore Sofia”.

Infine, un passaggio sulla responsabilità del suo ruolo dopo i grandi risultati della prima parte della stagione. “La pressione è il succo dello sport, c’è chi la regge e chi si fa schiacciare ma atleti del nostro calibro devono sapere come gestirla e nonostante il peso sulle spalle devono saper concentrarsi solo sulla performance”, ha concluso Goggia.

BERTAGNOLLI: PORTIAMO AI GIOCHI NOSTRE STORIE E NOSTRI VALORI

Sono qui con la bandiera a rappresentare lo sport paralimpico a Pechino. E’ un grande onore essere stato scelto dal Presidente Pancalli. La bandiera non rappresenta solo me, ma anche tutto il mondo paralimpico. Sarà una Paralimpiade eccezionale. Ognuno di noi darà il 100 per 100. La cosa importante però è che ogni atleta ha una storia e dei valori che vuole raccontare e tramite le gare riusciamo a farlo, una storia che a molti ancora oggi sfugge”. Lo ha detto Giacomo Bertagnolli, portabandiera italiano ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Pechino 2022, al Quirinale, dove ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Tricolore.

MALAGÒ: GRAZIE MATTARELLA, CI HA VOLUTO BENE

“Una sola parola, signor presidente: grazie. Grazie perché oggi ci riceve ancora una volta, abbiamo voluto ricordare prima che sarà l’ultima volta di un incontro ufficiale con il nostro mondo, forse non solo con il nostro mondo. Questa è una formidabile sottolineatura di quella che è stata la sua infinita, costante, precisa, affettuosa, umana competente attenzione e sensibilità nei confronti dello sport italiano. In 7 anni non c’è stata mai una volta in cui lei non ha dimostrato tutto questo, non c’è stata una sola volta in cui lei non ha dimostrato di ascoltarci aiutarci e volerci bene”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rivolto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale durante la Cerimonia di consegna del Tricolore ai portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Pechino 2022.

PANCALLI: SPORT PARALIMPICO ITALIANO ECCELLENZA INTERNAZIONALE

“Oggi sono sei mesi da quando lei Presidente Mattarella, ci consegnò la bandiera prima dei Giochi paralimpici di Tokyo e gliela riconsegnammo piena di risultati straordinari. Oggi non si è ancora esaurito l’entusiasmo per questi successi. I nostri atleti girano l’Italia a narrare la pagine dello sport italiano. Raccogliamo la sfida su Pechino paralimpica a marzo. Con ottimismo, ambizione, consapevoli di rappresentare a livello internazionale, un’eccellenza sportiva per le medaglie a Tokyo ma anche punto di riferimento come capacità di organizzazione e risposta competente su problemi e sfide nuove. Una sfida inconsueta per successione temporale. E’ la prima volta che non viviamo una cadenza biennale tra olimpiadi estive ed invernali. Viviamo questa discesa libera verso Pechino. È un momento unico, che ci regala sempre emozioni. Perché si colloca al termine del suo settennato. Sette anni in cui il mondo paralimpico è esploso, dopo anni di grandi sacrificio. Lei c’è sempre stato. Questa pandemia ci ha tolto gli abbracci che abbiamo rivisto grazie allo sport, ci ha tolto il sorriso delle persone, ma abbiamo imparato a leggere nei suoi occhi, c’è sempre stato. Siamo stati riconosciuti ente pubblico, inaugurato i primi centri di avviamento, viaggio virtuale con i festival della cultura paralimpica, abbiamo modificato la Treccani col lemma con la giusta declinazione, raggiunto il più alto livello atletico agonistico a Tokyo”. Così il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli al Quirinale per la consegna del Tricolore ai portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici di Pechino 2022.

“Oggi quindi – continua Pancalli – nel consegnare la bandiera non raccogliamo solo la sfida agonistica ma anche l’impegno a proseguire nel nostro lavoro quotidiano nel rispetto dell’idea dello sport che rappresenta un momento di crescita collettivo e civile, di crescita culturale del Paese. A gennaio verranno banditi i primi concorsi per atleti paralimpici nei corpi dello stato. Un risultato inimmaginabile in altri tempi, che ci consegna un paese migliore. Un paese che cambia percezione sulla disabilità. Non le riconsegneremo la bandiera, ma ci piace così, dà l’idea di un cerchio non si chiuderà lasciando aperto un cerchio affettivo. Gli applausi, le attestazioni che gli italiani le tributano sono testimonianza di quanto lei lascia nei cuori dei cittadini italiani anche a garanzia delle istituzioni democratiche”.

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