Tg Politico Parlamentare, edizione del 23 dicembre 2020

In questa edizione: Conte dice no alle richieste dei partiti di avere la delega ai servizi di intelligence, l'Italia entra in zona rossa, il governo ottiene la fiducia della Camera sulla manovra
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CONTE SFERZA I PARTITI: BASTA INDUGI

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice no alle richieste dei partiti di avere la delega ai servizi di intelligence. Conte, intervistato a Porta a Porta, ricorda che si tratta di una responsabilità del premier. Se la delega fosse ceduta a una persona espressione dei partiti si creerebbe una struttura bicefala che comporterebbe una grave compromissione dell’operatività del comparto. Il premier annuncia che la verifica di maggioranza deve arrivare a un punto di sintesi entro Capodanno: “Bisogna correre”, dice, e ricorda che la task force sul recovery fund è prevista dall’Europa. Mentre il Mes può costituire un fardello per le future generazioni. Torna a rivolgersi al premier, Matteo Renzi che chiede una decisione sulla lettera inviata nei giorni scorsi. Le dimissioni delle ministre di Italia Viva sono sempre sul tavolo, dice Renzi che attacca il ministro Dario Franceschini: “Decide Mattarella se si va a votare, non lui”.

ARRIVA LA ZONA ROSSA

L’Italia entra in zona rossa. Da domani al 6 gennaio arrivano le misure restrittive volute dal governo per contenere le occasioni di contagio durante le feste natalizie. Si alterneranno giorni rossi – i festivi e pre festivi – e giorni arancioni – i feriali). Tra forti limitazioni ai movimenti e controlli a tappetto, torna l’autocertificazione per motivare la necessita’ di spostarsi. Intanto mentre ci si interroga sugli effetti della variante inglese del virus, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha firmato l’ordinanza che prevede il rientro in Italia per gli italiani bloccati in Gran Bretagna. Li attendono 14 giorni di quarantena.

MANOVRA CHE FATICA, FIDUCIA ALLA CAMERA

Il governo incassa la fiducia dell’aula della Camera sulla manovra, ma il voto finale sul provvedimento slitta a dopo Natale. I deputati, infatti, dovranno tornare a Montecitorio domenica 27 dicembre per dare il via libera alla legge di bilancio. Dopo sarà il Senato a esaminare il testo, con l’ok definitivo che deve arrivare prima di Capodanno per evitare l’esercizio provvisorio. A Montecitorio e’ stata un’altra giornata di passione. La manovra e’ tornata in commissione dove sono stati corretti i rilievi di copertura avanzati dalla Ragioneria generale dello Stato. Trovate le risorse per l’esonero Iva sui vaccini e la nona salvaguardia degli esodati. Intanto Roberto Gualtieri lancia un appello a Matteo Renzi: “Il governo deve durare, sarebbe da irresponsabili farlo cadere durante la pandemia”.

LA PROTESTA DI RISTORATORI E AMBULANTI

Sale la protesta delle categorie economiche che lamentano di essere state dimenticate dal governo. In piazza a due passi da Palazzo Chigi ci sono i ristoratori, ma anche i gestori di discoteche, gli Ncc, gli albergatori, i musicisti, l’Associazione nazionale ambulanti, il Gruppo apartitico partite iva, molti artigiani. “A marzo sarà lo sfacelo”. “I ristori sono un’elemosina” spiegano sfoderando striscioni e cartelloni contro l’esecutivo. Con loro si schiera il leader della Lega Matteo Salvini che propone “un anno di pace fiscale e la sospensione dei pagamenti contributivi”.

CENONE ‘MAGRO’ QUEST’ANNO

Saranno feste appannate, anche per i cenoni, quelle che aspettano gli italiani per il Natale 2020. Le vacanze all’insegna della pandemia segnano un calo nelle spese per cibo e bevande ma gli italiani non rinunceranno alla tradizione sulle tavole. A rilevarlo una indagine della Confederazione nazionale artigiani, la Cna. Sarà di 3,5 miliardi la spesa alimentare per la Vigilia, Natale, Santo Stefano, San Silvestro e Capodanno: un quarto in meno del fatturato enogastronomico rispetto al fine anno 2019. Il colpo di grazia, secondo Cna, arriverà con l’ultimo Dpcm. Quanto ai cenoni e ai pranzi si opterà per materie prime doc e specialità del territorio, evitando i lussi. Stabili le vendite di panettoni e pandori, zamponi e cotechini. Calano gli acquisti di ‘bollicine’. Gli spumanti nostrani saranno più presenti dello champagne.

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