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Digitale, Anorc: “Responsabili conservazione, ruolo non solo a persone fisiche nelle aziende private”

Anorc torna a parlare di conservazione digitale, che per Anorc nelle aziende potrebbe essere affidata anche a una persona giuridica

Pubblicato:23-11-2022 14:23
Ultimo aggiornamento:23-11-2022 15:24
Canale: Mondo Hi-Tech
Autore:
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ROMA – Non è possibile sostenere che il ruolo di Responsabile della conservazione nelle aziende private debba essere ricoperto esclusivamente da una persona fisica. Lo afferma l’Associazione nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali (Anorc) che a seguito dell’acceso confronto sul tema, ingaggiato tra alcuni esperti con alcuni esponenti di AgID durante il primo Forum Nazionale dedicato alla custodia dei contenuti digitali, andato in onda su Digeat+ lo scorso 19, 20 e 21 ottobre (), diffonde una Circolare frutto del lavoro dei suoi giuristi.

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A differenza di quanto indicato dagli esponenti dell’Agenzia per l’Italia digitale nel corso del confronto dedicato ai Responsabili della Conservazione, secondo Anorc, non esiste nella normativa nazionale un limite esplicito alla nomina di una persona giuridica come Responsabile della conservazione di un soggetto diverso dalla Pubblica amministrazione. Una conclusione espressa dopo l’analisi della regolamentazione in materia della Costituzione, del Codice dell’amministrazione digitale (Cad), delle stesse Linee Guida AgID del Regolamento europeo 2016/679 e delle successive interpretazioni del Gruppo di Lavoro denominato “Articolo 29” e anticipata in un approfondimento pubblicato dalla stessa Associazione.

“A livello europeo esiste un parallelismo nell’affrontare il tema, ossia il caso dell’individuazione e della nomina del Responsabile della protezione dei dati. I Garanti hanno voluto fugare ogni dubbio sulla possibilità di affidare l’incarico di RPD ad una persona giuridica. La complessità e varietà delle attività assegnate a questa figura, infatti, possono essere concentrate in capo a una singola persona fisica solo in piccole realtà economiche che effettuano trattamenti non complessi, mentre in organizzazioni più articolate la funzione di RPD sarà più verosimilmente svolta da un team di professionisti o da una persona giuridica. Non si può far a meno di affermare – sostiene infatti Anorc- che secondo il nostro ordinamento i vari ruoli individuati per la formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici possano essere assunti, a seconda dei casi, sia da persone fisiche che da persone giuridiche, favorendo in quest’ultimo caso la creazione di team interdisciplinari che garantiscano pertanto un approccio maturo e responsabile nel portare avanti tale ruolo così critico”.

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Lo stesso Presidente di ANORC, Giovanni Manca ha sottolineato l’importanza dell’intervento Associativo in materia: “Questa circolare di Anorc esprime una ragionevole posizione sul tema. Lo spirito della circolare è anche quello di riempire un vuoto interpretativo sulle norme specifiche in attesa, ma soprattutto con l’auspicio di un motivato parere di AgID su questa questione”.

LISI: “È FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA”

Per Andrea Lisi, Presidente di Anorc Professioni, “è fondamentale per fare chiarezza in punto di diritto su questioni piuttosto delicate per il futuro del mercato della digitalizzazione a cui noi tutti teniamo. Concentriamoci adesso con autorevolezza e attenzione su competenze, ruoli e responsabilità per tutelare i nostri archivi digitali pubblici e privati. Ma il mercato della conservazione, che si esprime attraverso società IT e professionisti, va sviluppato, non compresso in modo irragionevole, nel momento in cui ha sviluppato nel tempo best practice di cui dovremmo essere tutti orgogliosi”.

Luigi Foglia, Segretario generale di Anorc ritiene sia “un errore” aver individuato regole comuni per privati e Pubblica Amministrazione perché “è in gioco la tutela del diritto (e dovere) del privato di individuare soluzioni adeguate ai propri interessi di conservazione ed esibizione, rispondendo di eventuali non corrette valutazioni: se questo vale per la protezione dei dati personali, credo che a maggior ragione debba valere per i documenti che potrebbero contenere tali dati” e aggiunge al riguardo “Se ci fosse un qualche interesse dell’ordinamento a limitare la possibilità per i privati di affidare il ruolo di RdC ad una persona giuridica sarebbe non solo utile ma, anzi, doveroso, da parte prima del Legislatore e poi di AgID, intervenire formalmente stabilendo un espresso divieto”. A questo link è possibile consultare il testo integrale della circolare.

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2022-11-23T15:24:30+01:00