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“Miriam Leone: “Dedico ‘I Leoni di Sicilia’ alle donne che combattono”

La serie di Paolo Genovese è tratta dal bestseller di Stefania Auci e oggi in anteprima alla Festa del Cinema di Roma

Pubblicato:23-10-2023 19:38
Ultimo aggiornamento:23-10-2023 19:49
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(Photo Credits: Giulia Parmigiani)

ROMA – “Quando ho letto il libro ho pensato che ci fosse materiale prezioso per poter portare sullo schermo una storia potente e per raccontare un periodo e la Sicilia animati da contrasti fortissimi come quello tra la borghesia che cresce e la realtà che decade. E su questo si innestano le rivoluzioni personali dei personaggi”. Così il regista Paolo Genovese alla Festa del Cinema di Roma per presentare ‘I Leoni di Sicilia’, la serie tratta dall’omonimo bestseller di Stefania Auci.

Dal 25 ottobre su Disney+ con i primi 4 episodi e dall’1 novembre con i restanti 4, lo show racconta la storia della famiglia Florio. ‘I Leoni di Sicilia’ è un’epopea fatta di amore, famiglia, successi, guerre e rivoluzioni, che si svolge nella Sicilia dell’Ottocento fino all’Unità d’Italia del 1861. “Sono molto felice di essere entrata in una storia che parla di Sicilia non dal punto di vista della mafia”, ha detto Miriam Leone nel ruolo di Giulia, una donna forte, intelligente, in contrasto con le rigide regole della società del tempo. “Sono molto felice e grata di aver potuto interpretare questo personaggio. Avevo regalato il libro a mia madre e a mia zia in tempi non sospetti, dicendo ‘questo libro parla di noi’. Giulia è una donna che ha lottato affinché anche noi potessimo essere libere”, ha sottolineato Leone, che si è detta “innamorata della libertà del suo personaggio. Lei lotta contro l’idea del ‘disonore’, anzi trova disonorevole vivere la vita che il patriarcato vorrebbe decidere per lei. Dedico questo film a donne che continuano a combattere in una società che spesso non le ascolta”, ha raccontato l’attrice siciliana. “In Sicilia è ancora molto patriarcale. Mentre giravamo ho pensato a mia nonna, nata nel 1914. Ha portato il lutto dal 1940 al 1997 e mi ha educata così.


Ma c’è anche quella parte della Sicilia aperta che accoglie”, ha concluso Leone. I fratelli Paolo e Ignazio sono due piccoli commercianti di spezie fuggiti da una Calabria ancorata al passato e in cerca di riscatto sociale. In Sicilia s’inventano un futuro, dove a partire da una bottega malmessa danno vita a un’attività florida che il giovane figlio di Paolo, Vincenzo, con le sue idee rivoluzionarie, trasformerà poi in un impero. Tuttavia, a travolgere la vita di Vincenzo, e quella di tutta la famiglia, è l’arrivo dirompente di Giulia, una donna forte e intelligente, in contrasto con le rigide regole della società del tempo. “Quello che mi ha colpito di Vincenzo Florio è il suo modo di essere totalmente orientato verso il futuro ed è un viaggiatore. La cosa interessante è che se le cose fossero andate come lui avrebbe sperato oggi potremmo avere un’Italia capovolta con la Sicilia a capo del Paese rispetto al nord nord”, ha detto Michele Riondino, interprete di Vincenzo Florio. Sulla relazione con Giulia l’attore ha detto che “lei lotta contro il patriarcato e lui, invece, è portatore sano di quel patriarcato. Due poli che si attraggono. Da lì nasce quell’esplosione in cui ci troviamo noi oggi”.

Per Marchioni, interprete di Paolo Florio, “oggi siamo ancora una nazione fondata su un certo tipo di patriarcato e questo ruolo mi sembrava una somma di ‘padri padroni’ in un’epoca in cui gli uomini erano molto poco preoccupati di mostrare sentimenti”. Ci sarà una seconda stagione? “Le seconde stagioni di solito hanno una caratteristica: non sono scelte da noi ma dal pubblico. Se ci sarà voglia di seguire le storie di questi personaggi allora si farà”, ha detto il regista. Nel cast anche Donatella Finocchiaro, Adele Cammarata, Paolo Briguglia ed Ester Pantano.

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