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Per le ustioni gravi del viso arriva la maschera stampata in 3D

Pubblicato:23-09-2022 15:59
Ultimo aggiornamento:23-09-2022 15:59
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DIRE – La stampa 3D al servizio della medicina per curare le ustioni gravi al viso nei bambini. Si tratta di un progetto pilota condotto dal centro di riabilitazione pediatrica Romans Ferrari di Lione in collaborazione con 3DZ. Azienda distributrice di stampanti 3D con sede centrale a Castelfranco Veneto (TV) ed altre sedi staccate a ad Alessandria, Brescia, Arezzo, Roma, oltre a 13 filiali estere.


Attraverso la stampa 3D sono state realizzate delle ortesi facciali, maschere in grado di aiutare i bambini nella cura delle ustioni al volto. Ortesi realizzate su misura, attraverso uno scanner 3D in grado di ottenere una perfetta riproduzione del volto del paziente nei minimi dettagli. A partire da questo disegno, con la stampante 3D sono stati realizzate le maschere da applicare sul viso dei pazienti. Il tutto senza essere invasivi su bambini già vittima di trauma ed aumentando la precisione della protesi facciale disegnata ricalcando perfettamente il volto del ragazzo.


Il centro Romans Ferrari, struttura di rieducazione pediatrica che si occupa da molti anni di bambini gravemente ustionati, cerebrolesi e politraumatizzati, ha interpellato e coinvolto gli studenti dell’Ecole Centrale de Lyon e la sede francese di 3DZ per ideare un processo alternativo per la realizzazione delle ortesi da applicare al volto. Invece del calco in gesso, si effettua una scansione 3D del viso. La protesi viene poi realizzata con una stampante 3D.


La fotografia tridimensionale ad alta precisione è prodotta dallo scanner Eva di Artec 3D. Il file viene elaborato col software Geomagic Freeform. Si procede poi alla stampa della maschera in positivo utilizzando la stampante 3D Fuse 1 di Formlabs: il risultato è una riproduzione precisa, accurata e personalizzata del volto del paziente. Il progetto pilota è stato portato a termine nei primi mesi del 2022 con ottimi risultati. “Da diversi anni sognavamo di poter arrivare a realizzare lo stampo per le cure senza dover far subire al paziente un contatto diretto con la pelle ustionata”, racconta Christophe Debat, direttore del Centro Romans Ferrari.

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