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I vescovi del Sud America: “In Amazzonia tragedia di portata planetaria”

"Ai fratelli dei popoli indigeni che abitano questa cara foresta, esprimiamo la nostra vicinanza"
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ROMA – “Davanti ai terribili incendi che consumano vaste regioni in Alaska, Groenlandia, Siberia, Isole Canarie e in particolare l’Amazzonia, noi vescovi dell’America Latina e dei Caraibi vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per questa gravissima tragedia, la quale non è soltanto di portata locale, e neppure regionale, ma anche planetaria. La speranza per l’avvenimento del Sinodo per la Amazzonia, convocato da Papa Francesco, è adesso segnata dal dolore per questa tragedia ambientale. Ai fratelli dei popoli indigeni che abitano questa cara foresta, esprimiamo la nostra vicinanza e uniamo la nostra voce alla sua per gridare al mondo, chiedendo solidarietà e una pronta risposta per fermare questa devastazione”. Lo scrive in una nota la Presidenza del Consiglio episcopale dell’America Latina e Caribe (Celam).

Il messaggio, firmato tra gli altri dal presidente del Celam, mons. Miguel Cabrejos Vidarte, arcivescovo di Trujillo (Perù), cita l’Instrumentum Laboris in vista del Sinodo per l’Amazzonia, laddove si legge: “Nella foresta amazzonica, di vitale importanza per il pianeta, si è scatenata una profonda crisi causata da uno lungo intervento umano, dove prevale una ‘cultura dello scarto’ (LS 16) e una mentalità estrattivista”.

Prosegue la nota del Celam: “ Esortiamo i governi dei Paesi amazzonici, in particolare Brasile e Bolivia, le Nazioni Unite e la comunità internazionale a prendere serie misure per salvare i polmoni del mondo. Quello che succede all’Amazzonia non è solo un problema locale, ma di portata globale. Se l’Amazzonia soffre, il mondo soffre”.

Ricordando le parole di Papa Francesco, “vorremmo chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano posizioni di responsabilità nella sfera economica, politica, sociale, tutti gli uomini e le donne di buona volontà”, di essere “custodi della creazione, del disegno di Dio inscritto nella natura, guardiani dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che i segni della distruzione e della morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo”.

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