Asl Roma 1 e Federfarma insieme per incentivare l’adesione agli screening

È importante incentivare la popolazione a sottoporsi a screening al fine di prevenire le malattie e abbattere i costi correlati che graverebbero oltremodo sul Ssn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Identificare una patologia in una fase precoce è fondamentale per poterla trattare con successo. Per questo motivo è importante incentivare, quanto più possibile, la popolazione a sottoporsi a screening al fine di prevenire le malattie e abbattere i costi correlati che graverebbero oltremodo sul Ssn.

Concetti che sono sempre più assorbiti dalla popolazione italiana seppur si continua ad evidenziare un Paese a due velocità. Cresce però – secondo i dati diffusi dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale screening – nel corso del 2017 la copertura degli inviti agli screening al Sud e nelle Isole di 8 punti percentuali per lo screening mammografico, di 2 punti per lo screening colorettale e di 5 punti per lo screening cervicale. Ma la distanza rispetto al Centro-Nord (dove siamo vicini alla copertura totale) rimane evidente.

Ma come si organizza uno screening e quali effetti positivi ha sulla popolazione? A fare il punto all’agenzia Dire è stata Luciana Dragone, direttore Uosd Screening Asl Roma 1. “Lo screening è un esame sistematico che viene condotto su una popolazione sintomatica con un invito attivo. Possono accedere a questo servizio tutti i cittadini, poichè è una prestazione che rientra nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Lo Stato- ha aggiunto Dragone- garantisce ai cittadini la prestazione erogandola gratuitamente o dietro corresponsione di un ticket”.

“Al fine di aumentare l’adesione agli screening per la ricerca del tumore del colon retto, del carcinoma mammario e del collo dell’utero- ha proseguito il direttore dell’Uosd Screening Asl Roma 1- abbiamo stipulato un protocollo con Federfarma. Il progetto prevede la ‘nostra’ presenza all’interno delle farmacie aderenti attraverso gli infermieri dell’Asl Roma 1 in collaborazione con le associazioni di volontariato al fine di informare gli utenti e prendere anche degli appuntamenti da effettuare naturalmente presso le strutture della Asl Roma 1”.

Mentre Laura Anelli, responsabile dello Screening citologico della Asl Roma 1, ha stilato un bilancio sull’iniziativa, in collaborazione con Federfarmaroma ‘Si scrive screening si legge salute’ che si è conclusa presso la farmacia di via Po, a Roma, e che riprenderà a settembre: “Un bilancio positivo per un’iniziativa che ha raccolto molti consensi soprattutto per lo screening del colon retto dove c’era molta perplessità. Invece i pazienti nel luogo ‘amico’ rappresentato dalla farmacia hanno trovato informazione e vicinanza. Ripartiremo a settembre in altre farmacie vista la bontà e il successo del progetto”.

“Le persone sono state molto contente di questa iniziativa perchè hanno avuto la possibilità di prendere direttamente qui con noi degli appuntamenti, in modo semplice cosa che spesso richiede lo sforzo di telefonare o andare in sede riscontrando delle difficoltà per via degli orari o non c’era posto. Grazie a questo progetto invece gli utenti hanno avuto la possibilità di aggirare il problema delle liste d’attesa e anzi ci hanno chiesto se il progetto si ripeterà in futuro”, ha chiosato Francesca Liberatori, operatore socio-sanitario Asl Roma 1.

:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»