Pd, Orlando: “E’ tempo di unire, colmare divari, ricucire ferite”

Orlando a Matera fa un'analisi dello scenario emerso con il referendum del 4 dicembre, da cui è necessario partire
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ROMA – “Il voto del 4 dicembre ci ha sbattuto in faccia una radiografia sociale del Paese. Le periferie, il Sud, i giovani hanno detto No e ci hanno voltato le spalle. Non sono stati i ‘traditori’. Sono stati gli italiani. Che probabilmente si erano già sentiti traditi da noi. Dopo la sconfitta del referendum la nostra posizione non è cambiata di una virgola. Anzi, è peggiorata. Chi ha perso è andato in cerca di rivincite. Non abbiamo messo a fuoco il messaggio che ci veniva dal Paese. Per questo, da partito della stabilità, della responsabilità, rischiamo di diventare il principale elemento di instabilità del sistema“. Andrea Orlando, ministro della Giustizia e candidato alla segreteria Pd, parlando a Matera in un comizio in vista delle primarie di domenica prossima.

“Avevamo pensato di risolvere la questione democratica attraverso la via delle riforme istituzionali. Abbiamo perso. Perché non abbiamo legato la questione democratica alla questione sociale– dice Orlando-. Le divaricazioni sociali hanno aperto fratture, divisioni nel modo di vivere e dunque anche nel modo di pensare. Il 4 dicembre ci ha dato anche la misura politica di queste distanze, tra i centri e le periferie delle città, tra le città e le campagne, tra le generazioni, tra il Nord e il Sud. C’è chi dice: mi tengo il mio, voglio una rivincita, sfido tutti gli altri. Io dico che è tempo di unire, di colmare i divari, ricucire le ferite”.

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