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Le Regioni dal Governo, restrizioni per i no vax. E Renzi se va al Centro da solo

L'editoriale del direttore dell'agenzia Dire Nico Perrone
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ROMA – Salgono i contagi e le Regioni chiedono restrizioni contro chi non si è vaccinato e più libertà per tutti gli altri. Il Governo ha subito convocato i rappresentanti regionali per discutere e approvare quanto prima il cosiddetto ‘super green pass’. “Servono al più presto misure differenziate” per vaccinati e no, chiede il presidente della Conferenza delle regioni Massimiliano Fedriga.

E infatti l’esecutivo si appresta a varare a breve, con un decreto, misure e restrizioni che riguarderanno solamente chi non si è vaccinato. Per loro, quindi, niente bar o ristoranti al chiuso. Ma nemmeno palestre, piscine, stadi, cinema, teatri, musei o impianti sciistici. Il faccia a faccia è terminato da pochi minuti e prima del nuovo decreto ci sarà un nuovo incontro. “I vaccini ci hanno salvato- dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella- sono stati un referendum a favore della scienza”. Via, intanto, alle prenotazioni per gli over 40 per la terza di dose di vaccino. “E’ il momento della responsabilità per tutti- Il capo dello Stato invita tutti, “cittadini e istituzioni, alla responsabilità”. 

Per quanto riguarda la partita Quirinale, ancora una volta il presidente Sergio Mattarella ha bocciato una sua possibile rielezione parlando all”inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma: “Torno dove ho studiato- dice agli studenti- a poche settimane dalla fine del mio ruolo”. Mancano due mesi, infatti, alla scadenza del suo mandato. All’orizzonte non c’è un accordo tra i partiti sul nome del prossimo capo dello Stato. E Mattarella, ancora una volta, ha voluto ribadire che non farà il bis. 

Per quanto riguarda invece il dibattito politico, al centro c’è l’addio di Matteo Renzi, con l’intervento alla sua Leopolda,  al Centrosinistra a guida Pd. Per Renzi non ci sono più le condizioni per un’intesa col campo largo, il nuovo Ulivo di Enrico Letta. Il leader di Italia Viva si sposta al Centro e spera di creare lì una forza politica consistente, magari facendo convergere gli altri leader moderati. Ma è proprio da questi che arrivano secchi no: “Di Renzi e del suo grande ‘centro’ non me ne frega nulla. Io mi sono rottoha detto Carlo Calenda, leader di Azione ai microfoni di La7– questo Paese è ridotto a pezzi, ha il minor numero di laureati in Europa e stiamo a parlare di cosa dice Renzi alla Leopolda? Ma chi se ne frega. Oggi, tra l’altro, lui è a Dubai a fare una conferenza pagata. Lui non è mai all’ascolto perché non gliene può frega’ de meno di ascoltare. Del resto, siamo in un Paese che continua a dargli uno spazio mediatico spropositato. E lui va a guadagnarsi soldi in Arabia Saudita mentre è pagato dagli italiani”. Dal grande Centro al centrino.

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