FOTO e VIDEO | Il dramma dei migranti e quello dell’inquinamento, a Bologna 4 mostre. E una balena alta 20 metri

Dopo gli incontri nelle scuole, il Green Social Festival inaugura 4 mostre fotografiche che raccontano le rotte dei migranti, l'inquinamento e i cambiamenti climatici. Fino al 9 giugno
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BOLOGNA – Gli effetti del cambiamento climatico, le rotte dei migranti, le condizioni degli ultimi, la sostenibilità dell’opera umana sull’ambiente. Sono i temi della decima edizione del Green social festival, in scena a Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, che proseguirà fino al 9 giugno e che oggi è entrato nella sua fase conclusiva inaugurando ben quattro mostre fotografiche e un’installazione artistica.

“Inside the Balkan route-Boat people, boat dream” di Livio Senigalliesi, “In un vortice di polvere” di Annalisa Vandelli, “Il mondo trasformato” di Luciano Nadalini e “Vento, caldo, pioggia, tempesta” a cura di Greenpeace, che ha portato anche l’imponente installazione alta oltre 20 metri che ritrae una balena morente soffocata dai rifiuti, la stessa che ha sfilato quest’anno al carnevale di Viareggio, che ora campeggia nel cortile di Palazzo d’Accursio.

 

Focalizzato sull’Agenda 2030 dell’Onu, il festival è entrato nella sua fase conclusiva dopo oltre 30 appuntamenti nelle scuole superiori dell’Emilia-Romagna, toccando argomenti come la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame, il contrasto al cambiamento climatico. Ed è proprio davanti a una platea di studenti che si è aperta la giornata di oggi, con l’incontro inaugurale delle mostre in Cappella Farnese. Dopo i saluti di apertura di Gianmaria Manghi e Andrea Orlando, sottosegretario e capo di gabinetto della presidenza della Regione, e dell’assessore comunale alla Cultura Matteo Lepore, i fotoreporter hanno raccontato ai ragazzi le storie dietro ai loro scatti, cercando di stimolarli a informarsi e documentarsi in prima persona, senza fidarsi di opinioni preconfezionate e semplificate.

 

Gli scatti esposti al Green social festival immortalano, come spesso accade, meglio di quanto ore e ore di convegni possono dire: ci sono le istantanee, dure, di Senigalliesi, che documentano le rotte dei migranti provenienti da Asia e Medio Oriente durante il passaggio in Europa, in particolare in Grecia e Ungheria, ma anche delle condizioni di vita in Italia, dove ci sono sia esempi di integrazione ben riuscita e altri dove le persone sono poco più che fantasmi; ci sono gli scatti poetici di Vandelli, che raccoglie 10 anni di lavoro in una mostra che richiama all’Antologia di Spoon River dove i protagonisti sono gli abitanti del cosiddetto ‘Sud del mondo’; infine ci sono gli scatti del bolognese Nadalini, che documenta gli effetti dell’inquinamento sull’uomo e sull’ambiente, e la differente percezione del rifiuto nelle varie parti del mondo. Infine, la raccolta “Vento, caldo, pioggia, tempesta” dei fotografi di Greenpeace, sui cambiamenti climatici e il loro effetto sulla vita delle persone.

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22 Maggio 2019
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