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Fine del Covid e serata tra amici: i sogni dei romani sotto l’albero

Nero su bianco, come ogni anno, cittadini e viaggiatori affidano i loro desideri all'albero di Natale 'parlante' della stazione Termini di Roma
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ROMA – “Il ritorno alla normalità“, “Riavere una serata con i miei amici di San Lorenzo“. Nel 2020 sono la fine della pandemia e delle restrizioni a catalizzare i desideri dei romani. Nero su bianco, come ogni anno, cittadini e viaggiatori affidano i loro desideri all’albero di Natale ‘parlante’ della stazione Termini di Roma.

Sogni e speranze di sempre, come un lavoro, passare gli esami, ci sono, ma molti di più sono i messaggi dedicati a lui: il covid. “Desidero che questo brutto momento passi – scrive qualcuno – e che tutti riscoprano l’importanza della vita e delle piccole cose“. “Vorrei che il covid-19 se andasse“, scrive la penna colorata di un bambino. Non manca ovviamente la politica e qualcuno chiede a Babbo Natale: “Vorrei che la Azzolina si dimettesse“. In odor di campagna elettorale una mano scrive: “Spero che Roma torni a brillare“. Pragmatico un altro che chiede: “Cortesemente versatece i contributi“. Pensa in grande chi vuol “vincere la lotteria”, in piccolo chi si accontenta di “un tablet”. Chi punta alla casa nuova, chi a riconquistare l’amore perduto e chi a tornare il prima possibile “A fare un festone in discoteca“. C’è poi chi al covid non pensa affatto e preferisce chiedere che la “Juve vinca la Champions“, o che “Il Napoli vinca lo scudetto“. C’è anche chi vuole diventare “Una fumettista“. Con una postilla…”Se possibile pure popolare”.

Ma tra tante frasi banali, c’è anche chi affida alla pallina di carta, i sogni e le speranze più profonde: “Un matrimonio“, “Un figlio, dopo tante fatiche“. Nascosta tra i rami una piccola lettera di una donna chiede: “Tempo, più tempo per vivere mia sorella, mia madre, i miei fratelli. Perché nonostante ce ne sia concesso molto, sembra sempre che non sia abbastanza“.

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