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Comitato vittime Ponte Morandi a Mattarella: stop alla trattativa e revocare la concessione autostradale

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I familiari delle 43 vittime hanno inviato una lettera in cui sottolineano come, per loro, sia "inaccettabile vedere ancora questo spettacolo: sarebbe come veder morire un'altra volta le nostre famiglie"
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GENOVA – Interrompere la trattativa tra Cdp e Atlantia e revocare la concessione autostradale. Lo chiede il Comitato ricordo vittime Ponte Morandi in un appello inviato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai ministri di Sviluppo economico e Trasporti e ai parlamentari. “Noi crediamo che nessun giudice potrebbe condannare lo Stato per l’annullamento e la revoca di questo contratto- è scritto nella lettera- pensiamo che, anche nel caso peggiore, la situazione sarebbe comunque proficua da un punto di vista finanziario rispetto a questo acquisto, stante il debito attuale ed i futuri risarcimenti che rimarrebbero in capo al nuovo acquirente”. Insomma, viene ricordato, “nulla è definito e le trattative, fino a firma definitiva, potrebbero interrompersi per mancato accordo: non date un altro lutto a queste famiglie ed alla nazione intera”.

Per i familiari delle 43 vittime, “la transazione economica prevista per l’acquisizione da parte di Cdp della gestione delle concessioni evidenzia un grosso divario fra il valore reale, decurtato dei debiti a bilancio e dei risarcimenti futuri per la drammatica vicenda. La società cedente richiederebbe un ulteriore ristoro, aggiuntivo a quello già precedentemente ottenuto per il recupero dei mancati pedaggi causa Covid”.

Inoltre, viene sottolineato, “in questi anni sono stati erogati utili sproporzionati a discapito delle manutenzioni, stante i bilanci pubblicati, di cui purtroppo stiamo vedendo i gravissimi risultati”. Per il comitato, “lo Stato ha un grosso debito con i cittadini in questa vicenda, per anni la concessione è stata via via blindata senza garanzie di tutela per la cittadinanza e la finanza pubblica. Quante persone sono passate sui nostri viadotti e sul Ponte Morandi rischiando la vita? Siamo preoccupati che, ancora una volta, chi non ha gestito il bene pubblico adeguatamente riceva un ulteriore beneficio finanziario”.

I familiari delle 43 vittime sottolineano come, per loro, sia “inaccettabile vedere ancora questo spettacolo: sarebbe come veder morire un’altra volta le nostre famiglie“. L’appello si conclude con un invito “al nostro Stato e ai suoi organismi a mettere avanti la dignità ed il rigore unito al rispetto della finanza pubblica: siamo certi che i cittadini siano con noi e non ci fermeremo in questa battaglia di civiltà”.

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