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Armi, i portuali di Genova contro Toti: “Tenga gli sporchi affari lontani”

Il governatore ligure, Giovanni Toti, ha condannato il blocco di ieri mattina ai danni del cargo saudita “Bahri Yanbu” che trasporta armi dirette in Yemen
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GENOVA – “Anche il cervello, dipende da come viene usato, può dare risultati differenti. Invece di preoccuparsi degli sporchi affari legati al commercio di armi, dovrebbe occuparsi di tenere ben distanti dal nostro porto e dalla nostra città certi affari”. Si affida a due post su Facebook la reazione del Collettivo autonomo dei lavoratori portuali di Genova alla condanna del governatore ligure, Giovanni Toti, del blocco operato ieri mattina ai danni del cargo saudita “Bahri Yanbu” che trasporta armi dirette in Yemen.

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“Il porto e la città di Genova- scrivono i camalli- sono sempre stati e rimarranno ostili e ribelli all’idea che la guerra sia una cosa normale”.

E, in un secondo comunicato, dai toni più civili, gli scaricatori della Lanterna, parafrasando lo stesso presidente di Regione, aggiungono: “Ogni cosa a suo modo può avere molteplici utilizzi, una presa doppia può alimentare una stampante oppure un computer utilizzato per sistemi di puntamento, una mazzetta può abbattere un muro come uccidere un essere umano”.

I portuali ribadiscono di essere “sempre ostili ad ogni tipo di conflitto e di certo non faremo da tramite per i vostri affari gestiti da personaggi che fanno della sofferenza altrui un profitto costante e proficuo”.

Entrando nello specifico dei generatori che sono stati fatti lasciare a terra, gli scaricatori spiegano che “si possono trovare sul sito dell’azienda sotto la voce ‘defence’. Pertanto, o questa azienda è così zelante da costruire dei macchinari di utilizzo generico facendo pagare al suo acquirente una cifra mostruosa perché potrebbero attivare una lavatrice o un sistema di puntamento missilistico nella medesima maniera, oppure le sue dichiarazioni cercano solo consensi tra i gonzi e sminuiscono la nostra intelligenza”.

I portuali passano poi al contrattacco personale al governatore che “con le sue parole supponenti ed il suo atteggiamento quasi infantile, volto a rimarcare come la sinistra o l’ideale operaio non tornerà mai più nella nostra città, si sta dimostrando ancor di più un personaggio imbarazzante. Sta sputando nel piatto dove mangia e soprattutto sminuisce coloro che in passato, con la lotta e le manifestazione, hanno permesso a personaggi come lei di sedersi nella poltrona che purtroppo le sta dando alla testa”.

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