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L’ultimo saluto a Silvio Di Francia, l’assessore gentile: “Era una persona straordinaria”

L'ex assessore alla Cultura si è spento venerdì scorso

Pubblicato:21-03-2023 11:37
Ultimo aggiornamento:21-03-2023 15:50

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ROMA – Roma saluta Silvio Di Francia, l’ex assessore capitolino alla Cultura che si è spento a 69 anni, dopo una malattia che nel 2020 lo aveva costretto a rinunciare all’ultimo incarico pubblico, quello di assessore alla Cultura del Comune di Latina. Giornalista (aveva lavorato a Rai Radio 3), sportivo (era stato campione di arti marziali e presidente del comitato regionale Lazio Karate), Di Francia aveva dedicato la sua vita alla politica, all’ambiente e alla cultura. Già militante di Lotta Continua, vicino ai Verdi e poi al Partito Democratico, Di Francia è stato assessore alla Cultura con la giunta Veltroni, poi consigliere comunale, presidente di Zètema, consulente per la presidenza della Regione Lazio e assessore al comune di Latina. Centinaia tra familiari, amici, e politici, questa mattina hanno voluto rendere omaggio al feretro, nella camera ardente allestita in Campidoglio.

Sulle note di ‘Your Song’ DI Elton John e ‘Blowin’ In The Wind’ di Bob Dylan scorrono le immagini di Di Francia. Immagini che raccontano della sua passione per la musica, del suo impegno politico, della suo amore per il karate. Sul feretro, accanto ai fiori della moglie Daniela e della famiglia, una cintura nera. “In questa che è la Sala della Protomoteca, la sala più importante, non contiene tutte le persone venute a ricordare Silvio- ha detto Eugenio Patanè in apertura della commemorazione funebre- anche per questo, la Camera ardente rimarrà aperta anche dopo le 13.30 per consentire a tutti di salutare Silvio”.

“Salutiamo una persona unica. Era una persona straordinaria, di grandissima intelligenza, cultura. Da assessore alla Cultura ha dato tantissimo a questa città. Un punto di riferimento mite, forte e gentile di una comunità politica, cittadina e civile a cui lui ha dato tantissimo- ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri- Aveva qualità umane non comuni. E la commozione di oggi lo dimostra. Dobbiamo cogliere e onorare il suo lascito, l’insegnamento di aver unito alla cultura l’attenzione alle minoranze. Lavoreremo per ricordare il nome e il lavoro fatto la Silvio Di Francia in questa città.

L’ex senatore Luigi Manconi ha parlato della “saggezza e mitezza che accompagnavano la sua vita e la sua politica, che esaltava l’aspetto del dialogo e dello scambio. Che enfatizzava la ricerca di ciò che è comune, e non l’enfasi su ciò che divide”. Manconi ha ricordato anche che Di Francia è stato soprattutto “un cittadino romano, una vita vissuta tra Tra Torre Maura e Preneste, dove si trovava la palestra di judo”. In sala, anche i giovani delle fiamme oro judo della Polizia e le fiamme gialle judo della Guardia di Finanza.

“Silvio aveva uno spirito giovane. Ma è stato anche colto, preparato, tenace: anche quando è stato dimenticato dalla politica è andato a trovare un sentiero creativo nella città di Latina- ha detto Francesco Rutelli– con la sua umiltà foderava la sua saggezza. La disciplina del judo gli ha insegnato a convivere con una malattia dolorosa. Ricordandolo, dobbiamo piangere e sorridere. Perché ha sempre saputo fare gioco di squadra. Lo conoscevano in tutti i quartieri perché in tutti i quartieri aveva fatto qualcosa. Andava, costruiva, risolveva. Un testimone di una politica fatta di mitezza, concretezza e onestà”. “È stato uno degli uomini politici più importanti di questa città- ha detto Walter Veltroni- Per la concretezza, l’ancoraggio ai suoi ideali. Silvio è sempre rimasto se stesso, e ha portato la radicalità al governo. È sempre stato in minoranza. E per questo ha sempre saputo garantire dialogo. Gli anni trascorsi insieme sono stati gli anni più belli della nostra vita. Di quella giunta se ne sono andati in sei. Per me è una grande sofferenza ripensare a queste scomparse in età ingiusta. Ma Silvio ha vissuto una vita splendida, la vita che avrebbe voluto vivere”.

“Non ha vissuto nessuna delle sue passioni da spettatore, è stato in tutte un attore- ha detto Marino Sinibaldi, giornalista e conduttore radiofonico e amico di Silvio Di Francia- Era l’umanità migliore di Roma: aperta, scettica ma mai chiusa in sé stessa, generosa. Ora è nel cuore di questa città e occupa un posto importante. Come un posto avra nel cuore di tuti noi”. Tra i tanti in Campidoglio a ricordare Silvio Di Francia, anche Miguel Gotor, Marta Bonafoni, Sabrina Alfonsi, Filippo Sensi, Monica Cirinnà, Bianca Berlinguer, Roberto Morassut, Damiano Coletta, Michela Di Biase, Luciano Nobili.

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