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Bangladesh, inviato Onu a Dacca per crisi Rohingya

Il commissario visiterà i campi profughi dei Roginhya che sono fuggiti dal Myanmar e si sono rifugiati nella zona sud-orientale del Bangladesh
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DACCA – Nella capitale bengalese c’è grande attesa per l’arrivo di Yanghee Lee, Special Rapporteur Onu per i diritti umani in Myanmar. La visita, come riferisce il quotidiano bengalese ‘The News Today’, durerà quattro giorni e si focalizzerà sulla crisi dei Rohingya, la minoranza etnica del Myanmar che da decenni subisce discriminazioni e violenze, e che per questa ragione vede migliaia di suoi membri fuggire ogni anno verso i paesi vicini. Un gran numero si concentra attualmente in varie zone di Cox’s Bazar, distretto sud-orientale del Bangladesh, frutto dei ripetuti assalti compiuti dai militari birmani contro i villaggi rohingya a ottobre 2016. Yanghee Lee compirà un sopralluogo anche in questi campi profughi, sia per monitorare le condizioni in cui queste persone vivono, sia per approfondire le motivazioni che negli ultimi 4-5 mesi le hanno spinte a varcare il confine.

“Accogliamo con favore l’annuncio della fine delle operazioni militari di sicurezza nello stato del Rakhine, tuttavia non possiamo ignorare le numerose denunce da parte degli osservatori Onu circa il sospetto di gravi violazioni contro i diritti umani“. Il team fa parte dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani (Ohchr), inviato il mese scorso a Cox’s Bazar, e ha raccolto circa 200 testimonianze da parte degli sfollati. A ottobre 2016 l’esercito birmano ha lanciato un assalto alla popolazione di questa minoranza: centinaia di persone sono state uccise, altre hanno subito torture e violenze sessuali. Molti villaggi sono stati dati alle fiamme, così come hanno confermato anche le immagini satellitari diffuse da Amnesty International.

dalla nostra inviata Alessandra Fabbretti, giornalista

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