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Pesaro Capitale della Cultura 2024, Mattarella: “La nostra identità è inimitabile”

L'intervento del presidente della Repubblica alla Cerimonia di inaugurazione

Pubblicato:20-01-2024 13:31
Ultimo aggiornamento:22-01-2024 11:48
Canale: Cultura
Autore:
pesaro capitale cultura mattarella
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ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto alla giornata inaugurale di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024. La manifestazione, condotta da Paolo Bonolis, ha visto gli interventi del Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del Vice Sindaco di Pesaro e Assessore alla bellezza, Daniele Vimini, del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il messaggio della senatrice Liliana Segre è stato letto da Lucia Ferrati e Mariangela Gualtieri ha letto la poesia inedita “Esortazione urbana e planetare”. La cerimonia è proseguita con l’intervento dal titolo “La natura della cultura” di Agostino Riitano, Direttore artistico di Pesaro capitale italiana della cultura 2024 e con la proiezione di un filmato ‘The Human Cell ATLAS‘, a cura di Ouchhh in collaborazione con il CERN di Ginevra. L’intervento del Presidente Mattarella ha concluso la cerimonia inaugurale.

“Un saluto e un augurio particolari al sindaco di Pesaro, e con lui a tutti i pesaresi, che si apprestano a vivere – con curiosità, speranza e, certamente, anche con fondato orgoglio – quest’anno da ‘capitale italiana della cultura’”. Così il presidente della Repubblica Mattarella, accolto con una standing ovation. A queste parole un lungo e caloroso applauso viene rivolto dai cittadini presenti alla Vitrifrigo Arena. Quando il capo dello Stato rivolge un saluto a distanza alla senatrice a vita a Liliana Segre il pubblico applaude di nuovo. “L’esecuzione dell’ouverture de ‘La Gazza ladra‘, la poesia di Mariangela Gualtieri e il video che ci è stato presentato – sottolinea il capo dello Stato – hanno fornito una anticipazione di ciò che accadrà negli eventi previsti dal ricco programma che oggi viene aperto. Da Bergamo e Brescia giunge qui il testimone, reso ancor più prezioso da quanto è stato realizzato nel 2023 e dall’interesse che, nel corso dell’anno, le due città – unite da così grande sofferenza durante la pandemia – hanno saputo insieme suscitare dentro e fuori il nostro Paese, avvalendosi della propria storia e delle tante risorse che hanno presentato e valorizzato”.

MATTARELLA: PLURALITÀ CULTURA RENDE UNICA IDENTITÀ ITALIA

“L’Italia raccoglie un gran numero di luoghi della cultura: dai centri più remoti della nostra provincia a importanti città. Questa catena è molto più di una teoria di siti esposti in vetrina, indicati da scoprire e visitare. È l’espressione della pluralità delle culture che fanno così attraente la nostra Patria e che rendono inimitabile la nostra identità. Si tratta un percorso di grande valore che attraversa l’Italia e mette in evidenza le radici antiche e robuste di ciascuno dei nostri luoghi e dei nostri centri”, spiega il presidente della Repubblica.

AUTONOMIA. MATTARELLA: COESIONE SOCIALE ALLA BASE DEL PATTO COSTITUZIONALE

“L’Unità d’Italia ha trovato con la Repubblica e il conseguente rispetto del sistema delle autonomie – per millenni, tanta parte della nostra tradizione – la possibilità di raccogliere il meglio delle tradizioni civiche delle nostre popolazioni e di esprimerle e consolidarle nei valori di coesione sociale alla base del nostro patto costituzionale”, ha detto Sergio Mattarella.

CULTURA. MATTARELLA: LIBERA DA OGNI IDEOLOGIA, INSIEME DI DIRITTI E DOVERI

Per Mattarella “è la cultura espressa in tutti i questi luoghi, con le sue diverse sensibilità e la sua irriducibilità a pretesi stereotipi, a essere alla base di tutto questo. La cultura. Libera da ogni ideologia, mai separata dalla vita quotidiana e dall’insieme dei diritti e dei doveri scanditi dalla Costituzione. Diritti e doveri che ci rendono e ci fanno sentire partecipi della comunità nazionale; cui conferiamo vita con le nostre diversità”. “Quella cultura che, proprio per la natura dei processi storici che hanno caratterizzato il progressivo divenire dell’Italia – aggiunge il capo dello Stato – è fatta di rapporti con i Paesi vicini, con gli altri popoli, con le aspirazioni proprie alla dimensione europea. La cultura delle cento Corti, dei Comuni autonomi, dei tanti mecenati che hanno dato vita all’inarrivabile patrimonio culturale che oggi l’Italia offre al mondo. Una civiltà fondata sull’umanesimo, che parla al mondo essendo riuscita a porre alle proprie fondamenta la dignità e la libertà della persona, l’uguaglianza dei diritti, la partecipazione solidale al bene comune”.

CULTURA. MATTARELLA: ABBIAMO PATRIMONIO ENORME, CAPITALIZZIAMO IL VALORE

Ciò che caratterizza la cultura italiana per il Capo dello Stato “è stato costruito nei tempi lunghi della storia e trova testimonianza nelle opere pittoriche, nelle sculture, nei libri, nella musica, in ogni forma d’arte, negli spettacoli, nell’architettura dei palazzi, negli ordinamenti che compongono l’immenso patrimonio di cui disponiamo. Da questo patrimonio, dalla civiltà che ne è derivata, viene un appello alla responsabilità. Responsabilità di capitalizzare il valore della libertà della cultura oggi e per l’avvenire, insieme alla consapevolezza che si tratta di un patrimonio indivisibile per tutta l’umanità”.

UE. MATTARELLA: LE GUERRE AI CONFINI DELL’EUROPA CI RIGUARDANO

Parlando di Europa, Mattarella ha spiegato che “le guerre che si combattono ai confini dell’Europa ci riguardano. Non soltanto perché il vento delle morti, delle distruzioni, degli odi percorre le distanze ancora più rapidamente di quanto non facciano le armi e incide sulle nostre esistenze, sulle nostre economie e soprattutto sulle nostre coscienze”.

UE. MATTARELLA: LA PACE È LA SUA IDENTITÀ, NON RIGUARDA SOLO GLI STATI

L’Europa “rinata nel dopoguerra, ha iscritto la parola pace nella sua identità”, ha detto il presidente della Repubblica. “L’Europa – aggiunge – è tornata a vivere con la pace e nella pace. La straordinaria stagione di creatività culturale della seconda metà del Novecento è figlia di quella scelta. Quella promessa di pace ha generato libertà e uguaglianza, consentendo anche di rianimare la parola ‘fraternita” – che la Rivoluzione francese aveva issato sui pennoni, e poi oscurata nell’evolvere dei conflitti sociali, dagli insorgenti nazionalismi, dalla pretesa di ridurre ‘ad unum’ il volere dei popoli, dalle volontà di potenza. Questioni cruciali, queste, che chiamano alla responsabilità i governanti. Responsabilità che coinvolge le comunità e le persone, non meno degli Stati. Questioni cruciali, queste, che chiamano alla responsabilità i governanti. Responsabilità che coinvolge le comunità e le persone, non meno degli Stati”.

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