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Casasco (Confapi): “Premiare le aziende che vaccineranno i propri dipendenti”

vaccinazione
"Nel momento in cui arriveranno vaccini come quello di Astrazeneca, che non hanno bisogno di refrigerazione, è evidente che il vaccino potrà essere somministrato al pari dei vaccini anti-influenzali"
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ROMA – Maurizio Casasco, presidente della Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata), è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

LA VACCINAZIONE IN AZIENDA

Sulla proposta di programmare e attuare, di intesa coi medici del lavoro, la vaccinazione in azienda, con meccanismi premianti dal punto di vista fiscale e contributivo per le aziende stesse Casasco ha dichiarato: “La nostra proposta vuole rispettare i criteri della concretezza, ma soprattutto è un esempio importante di come progettare il futuro. Salute e sicurezza vanno di pari passo. Nel momento in cui arriveranno vaccini come quello di Astrazeneca, che non hanno bisogno di refrigerazione, è evidente che il vaccino potrà essere somministrato al pari dei vaccini anti-influenzali. Questo vuol dire che gli imprenditori, specialmente della piccola-media industria che svolgono anche un ruolo sociale all’interno del territorio, avranno un’azienda che quando sarà vaccinata al 90-95% potrà garantire la salute e l’attività produttiva ai futuri clienti. Potranno quindi rispettare gli ordini, i termini di consegna e quant’altro, i dipendenti, con un patentino di vaccinazione, potranno muoversi senza problemi all’interno delle regioni e anche all’estero. Gli imprenditori lo farebbero a prescindere, ma è evidente che un incentivo di premialità credo che possa essere dato, vincerebbero anche quelle preclusioni sul vaccino che qualcuno ancora ha. Mi fa molto piacere- ha aggiunto- che la Regione Lombardia abbia fatto un comunicato congiunto favorendo l’attività e la promozione della vaccinazione in azienda attraverso i medici del lavoro. Non si può perdere un mese e mezzo a discutere di stabilità del governo anziché organizzare una campagna per la salute e la sicurezza del Paese. La realtà dimensionale della piccola media industria privata ha un rapporto diretto con i dipendenti, la Confapi può svolgere un ruolo importante a livello del sistema imprenditoriale. E i medici del lavoro possono essere essi stessi promotori di questa attività. Se la pandemia dovesse peggiorare io credo che si dovrebbe pensare all’obbligatorietà del vaccino, come è già accaduto in passato”.

LA REAZIONE DEI SINDACATI

“Ho letto sui giornali l’appoggio incondizionato del segretario della Cisl Furlan, ma credo che tutti i sindacati siano d’accordo. La collaborazione tra datori di lavoro e parti sindacali è sempre stata fondamentale. Sarebbe opportuno rifare quel tavolo con il governo e le parti sociali per implementare il documento sulla sicurezza in azienda. Senza la certezza della produzione verrebbero a mancare anche quelle risorse economiche che servono per pagare i servizi”, ha concluso Casasco, presidente della Confapi su Radio Cusano Campus.

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