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Roma, Cinema America: “Sbloccato il restauro della sala Troisi a Trastevere”

Lunedi' 25 inizio lavori, riaprira' nel 2020 con schermo da 13 metri
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ROMA – Rinascerà lo storico cinema Troisi di Trastevere. Ad annunciarlo i ragazzi del Cinema America, a cui è stata affidata la sala, che in un post su Facebook hanno spiegato come il progetto di restauro “è stato definitivamente sbloccato” e “lunedì 25 inizieranno le opere di demolizione interne, già autorizzate dalla Soprintendenza e dagli uffici comunali”. “Il progetto ammonta a un investimento di 1.426.942 euro. Di questi, abbiamo ottenuto 1.041.554 euro attraverso la partecipazione al bando del ‘Piano straordinario cinema’ del Mibact – spiegano – Un altro finanziamento di 100.000 euro proviene dalla Regione Lazio (concorso pubblico ‘Creatività 2020’). Inoltre, grazie a un accordo con Siae a sostegno del progetto di digitalizzazione della sala e al contributo di altri sponsor, abbiamo reperito ulteriori 100.000 euro. I restanti 185.388 euro provengono dai nostri fondi e da donazioni (circa 30.000 euro) ricevute dai sostenitori, raccolte durante le arene estive o direttamente online, e da contributi offerti da personalità del mondo dello spettacolo”.

“La sala sarà completamente rinnovata grazie al progetto dagli architetti Claudia Tombini e Raffaella Moscaggiuri: un unico e grande schermo da 13 metri, digitalizzazione 4K di ultima generazione e 300 poltrone. A incorniciarla, un foyer bar e un’aula studio-biblioteca da 40 postazioni aperta 24 ore su 24, con area esterna negli spazi della terrazza- proseguono i ragazzi del Cinema America – Servizi diversi e complementari affiancheranno l’attività cinematografica, permettendo a una cittadinanza eterogenea di attraversare e vivere lo spazio, con l’obiettivo di coinvolgere nuovi potenziali spettatori tra coloro che non frequentano più il grande schermo o forse, nel caso dei più giovani, che non lo hanno mai frequentato”. 

LA STORIA DEL CINEMA TROISI

Il Troisi è uno storico cinema interno all’immobile dell’ex Casa Gil, commissionata all’architetto Luigi Moretti dall’Opera Nazionale Balilla, ed edificata nel 1933. Diventa poi sala parrocchiale negli anni ‘50 con il nome di Cinema Induno, fino al 1997, quando Cecchi Gori ne rileva la gestione cambiandone il nome in Sala Troisi. Il circuito Cecchi Gori fallisce, il cinema passa a Ferrero, ma rientra a far parte del patrimonio comunale dopo lo sgombero del 6 marzo 2015 nei confronti della stessa Mediaport, che in realtà lo occupava senza titolo e lo teneva chiuso dal 2012, cioè da quando aveva licenziato gli storici lavoratori della sala.

“Dopo lo sgombero- spiegano i ragazzi del Cinema America – la giunta Marino pubblica il bando ‘Patrimonio Comune’ per assegnare la gestione, che vinciamo nel 2016. Tuttavia, alcuni ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato ne ritardano la concessione. Superati questi primi scogli giudiziari, scopriamo che la struttura, oggetto di abusi edilizi da parte delle precedenti gestioni, necessitava anche di un processo di conformità statica, urbanistica ed edilizia, senza il quale non si sarebbe potuta effettuare la stipula del contratto con Roma Capitale. Nel 2018 arriviamo finalmente alla firma con il Campidoglio, per un periodo di 12 anni e un canone di affitto mensile agevolato per no-profit di 2.800 euro. Alcuni mesi dopo, a maggio 2018, vinciamo il finanziamento del Mibact. Ma, a causa di altri ricorsi, l’erogazione dell’anticipo del contributo viene sbloccata solamente nel mese corrente. Il termine dei lavori è previsto per luglio, mentre la riapertura per l’autunno 2020”.

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