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No green pass in piazza a Trieste: preghiere, canti e un palco con microfono aperto

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Duemila persone si sono raggruppate in protesta e molte altre stanno arrivando con zaini, cibo e persino un divanetto
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TRIESTE – Sono circa duemila le persone della manifestazione no-green pass di Trieste che stazionano dal pomeriggio in piazza Unità. Molti vi hanno trascorso la notte, e tuttora vi sono bivacchi, zone ristoro, persino un divanetto portato in piazza.

Secondo gli organizzatori della protesta, raccolti da oggi nel neonato coordinamento 15 Ottobre, la protesta “pacifica e ghandiana” si tratterà almeno fino a sabato, quando è previsto l’incontro con il ministro Stefano Patuanelli e il ministro Roberto Speranza, o un suo rappresentante, con la richiesta fissa di togliere l’obbligo di green pass. La piazza è intanto cambiata molto rispetto alla iniziale mobilitazione dei portuali triestini, venerdì scorso. La maggioranza della folla in piazza Unità, che si è accentrata e non ostruisce più l’ingresso della Prefettura, è composta da persone provenienti da fuori città, e fuori regione.

Persone che continuano ad arrivare dalla direzione del Porto Vecchio e della stazione dei treni, numerosi con zaini da campeggio in spalla, e che nelle pause della protesta -che ora assomiglia a un ‘microfono aperto’- si riversano per i pasti nei locali del centro. Così come per un paio di giorni è avvenuto nei bar e nelle trattorie della zona portuale, quando il presidio si trovava davanti al varco 4. In sintesi la situazione in centro è tranquilla. Anche dall’atteggiamento delle numerose forze dell’ordine presenti in piazza, non sembrano incombere azioni di forza.

NASCE IL COORDINAMENTO 15 OTTOBRE PERB DARE UNA VOCE UNICA ALLA PROTESTA

Differenza tra la protesta di ieri, compatta, e oggi, spaccata tra piazza Unità e Porto Vecchio? “Solamente problemi di comunicazione. Purtroppo con Internet c’è fluidità e c’è molto spontaneismo, parte un messaggio che può avere 30-40 mila visualizzazioni. Bisogna quindi uscire con una voce per evitare problemi. Quindi da ora parleranno i comunicati ufficiali del coordinamento 15 ottobre”. È la nuova cornice, annunciata dall’ex radiologo (sospeso) Dario Giacomini, dell’associazione Contiamoci, che assieme a Stefano Puzzer, rappresentante della componente portuali di Trieste, e lo pischiatra Marco Bertali, portavoce dell’associazione Alister (area no-vax), da oggi vuole farsi contenitore della protesta no-green pass in corso da venerdì a Trieste, inglobando anche il coordinamento No-green pass. Esclusi, invece, i partiti politici quindi anche il movimento no-vax dei 3V.

È quanto è stato annunciato in una assemblea, circa 2-300 persone, fissata oggi nel Porto Vecchio, a poche decine di metri dal principale centro vaccinale della città. ‘Location’ che ha fatto scattare qualche apprensione, che però si è risolta in poco tempo, quando i partecipanti al raduno hanno preso la via, anch’essi, di piazza Unità. Come continuano a fare molti manifestanti da fuori Trieste, che parcheggiano in Porto Vecchio.

Giacomini e Puzzer continuano a sottolineare la natura “pacifica e ghandiana della protesta”, dissociandosi da coloro che ieri sera avevano ingaggiato guerriglia con le forze dell’ordine nell’area fuori del Molo settimo. Tra i compiti del Coordinamento 15 ottobre sarà anche di non lasciare che i manifestanti si accampino per la notte in giro per Trieste, “ma di dare loro la possibilità di trovare un alloggio; ci sono tanti triestini che hanno messo a disposizione le proprie case”. L’intenzione dei leader è infatti di mantenere la protesta sicuramente fino a sabato, quando ci sarà l’incontro a Trieste con il ministro Stefano Patuanelli.

IRROMPONO PREGHIERE, MONETE ALTERNATIVE E CANTI

La protesta no-green pass cambia natura e passa di mano, dai lavoratori portuali e coordinamento No-green pass, a una valanga di gruppi e associazioni di varia natura arrivati da fuori città e da fuori regione. Nel giro di ventiquattro ore dal sit-in spontaneo dei manifestanti cacciati dal porto, piazza Unità ora ospita un vero e proprio palco dotato di luci e amplificazione. Come ci sia arrivato, non è chiaro neppure alle numerose forze dell’ordine presenti in piazza. Anche i temi che partono dal palco sono diversi rispetto ai giorni precedenti.

In serata si possono sentire analisi sulla sovranità monetaria, preghiere al Signore, discernimenti sulla Costituzione, canzoni autoriali contro il green pass, persino considerazioni di avvocati che precisano come oramai “della logistica ce ne sbattiamo, perché noi viviamo di spirito”. E poi microfono aperto per chiunque provenga da altrove o anche online voglia testimoniare la propria vicinanza ai portuali triestini. Che però sono rarissimi tra le circa duemila persone insistentemente presenti nel presidio.

Sebbene vicina ai portuali, la mobilitazione, propagata su canali social per tutta Italia, si è di fatto ‘sbarazzata’ delle istanze iniziali, quelle dei portuali, che chiedevano di rimuovere l’obbligo del green pass o garantire i tamponi gratis a tutti i lavoratori. Fatto rimarcato questa sera persino dall’originario gruppo, quello del Coordinamento del lavoratori portuali di Trieste, che ha ufficialmente preso le distanze da ciò che è diventata la protesta.

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