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Sgomberato il rave sul lago di Mezzano. FdI chiede il daspo per i partecipanti

rave party
Le forze dell'ordine hanno identificato gli ultimi partecipanti che hanno lasciato la zona. L'evento illegale andava avanti dal 13 agosto
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ROMA – È terminato il rave delle polemiche. L’evento non autorizzato Space Travel, che dal 13 agosto ha riunito circa 10mila persone provenienti da tutta Europa nei pressi del lago di Mezzano, tra Lazio e Toscana, è stato sciolto dopo una trattativa tra le forze dell’ordine e gli organizzatori. La maggior parte dei partecipanti ha lasciato la zona nella notte, mentre polizia, carabinieri e finanzieri li identificava. Non ci sono stati scontri. E proprio per evitare disordini, nei giorni scorsi le forze dell’ordine avevano deciso di evitare lo sgombero, vista la presenza di molta gente e di mezzi pesanti nell’area privata di circa 30 ettari occupata abusivamente. Nelle previsioni, il raduno illegale durante il quale è morto un ragazzo, altri sono finiti in coma etilico, uno è risultato positivo al Covid e una donna ha partorito, sarebbe dovuto andare avanti fino al 23 agosto.

FRATELLI D’ITALIA CHIEDE IL DASPO PER I PARTECIPANTI

“Musica spenta e tutti in coda in uscita al rave del Lago di Mezzano, con le Forze dell’ordine intervenute massicciamente dalle prime luci dell’alba. Doveva durare fino a domenica, con un lavoro continuo. I dirigenti della Questura di Viterbo si sono adoperati per risparmiarci altri 4 giorni di illegalità, senza arrivare a scontri. Il timore di un G8 bis è sempre vivo, dialogo e fermezza sono le uniche chiavi per risolvere il problema contingente. Ma per il futuro e per quello che è appena successo, non è possibile immaginare che il ‘movimento’ dei rave non sia attentamente monitorato dalle forze di Polizia, per evitare altri simili episodi e lutti. Chiederò al Prefetto che venga applicato, a tutti i partecipanti identificati, il Daspo (foglio di via) per almeno i prossimi 5 anni. Un ulteriore deterrente, affinché quello che abbiamo vissuto non si ripeta almeno nella Tuscia”. Così il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli.

LA LEGA: “LA COLPA NON È DELLE FORZE DELL’ORDINE MA DI LAMORGESE”

La Lega invece attacca ancora la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese: “La tentazione di puntare il dito verso le forze dell’ordine per l’indecente situazione che da giorni si sta vivendo in provincia di Viterbo è sbagliata – scrive il deputato del Carroccio Gianni Tonelli – per questo è necessario che si precisi che i nostri agenti di polizia sono solo il braccio operativo della sicurezza ma la responsabilità per questa assurda gestione, o meglio non gestione, del rave party è della mente ovvero dei vertici del Viminale“. L’esponente leghista prosegue: “Già è assurdo che non si sia fatto nulla per prevenire questa follia, lo è ancor di più incolpare chi esegue. Questa non vuole e non è assolutamente una difesa d’ufficio ma è giusto precisare che gli errori e le colpe sono esclusivamente di chi al Viminale non è intervenuto tempestivamente per fermare 8000 ragazzi e i responsabili di questo rave abusivo mettendo così a rischio la sicurezza sanitaria e pubblica”, conclude Tonelli.

LOMBARDI: “UNO SCHIAFFO A SALUTE, SICUREZZA E AMBIENTE”

“Per più di cinque giorni, migliaia di persone provenienti da tutta Europa hanno agito al di fuori della legge partecipando al rave organizzato abusivamente nei pressi del lago di Mezzano, nel viterbese. Dopo un anno e mezzo di pandemia e relative restrizioni, dopo tutte le campagne per promuovere la vaccinazione, dopo l’adozione del Green Pass come strumento per accedere a luoghi pubblici e partecipare ad eventi di varia natura, stiamo assistendo inermi a un impasse burocratico che ha permesso a migliaia di persone di varia nazionalità di recarsi e permanere con macchine, van e roulotte in un’area incontaminata e altamente protetta, senza alcuna autorizzazione o strumento di controllo, senza distanziamento e senza il rispetto delle più recenti norme in ambito sanitario“. Così in un comunicato Roberta Lombardi, assessora per la Transizione Ecologica e la Trasformazione Digitale in Regione Lazio.

“Mentre queste persone si godevano la festa violando la legge in più modi e deturpando in maniera gravissima l’ambiente naturale in cui si trovavano abusivamente, anche dopo la morte di un giovane partecipante al rave, tutto quello che i cittadini dei territori circostanti hanno potuto fare è stato assistere inermi e subire questa inaccettabile violenza – continua Lombardi – Sono lieta che i piani iniziali, che fissavano la data conclusiva del party al 23 agosto, siano saltati e spero che con lo sgombero e i controlli di oggi si spenga definitivamente la musica al lago di Mezzano, ma la faccenda è ancora ben lontana dall’essere conclusa e chiarita. Non siamo nel Far West e ora i cittadini meritano trasparenza e sicurezza: com’è stato possibile arrivare a questo punto? Chi risponderà delle conseguenze sanitarie e ambientali di quanto accaduto? Bisogna ribadire e dimostrare con i fatti che il nostro non è il Paese dei Balocchi per chiunque si ritenga al di sopra della legalità e della collettività”, conclude l’esponente del Movimento 5 Stelle.

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