Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Rave illegale in Tuscia, l’allarme della Regione Lazio: “Situazione fuori controllo”

rave party viterbo
Circa 10mila i partecipanti all'evento non autorizzato in corso dal 13 agosto nei pressi del lago di Mezzano. Un ragazzo è morto annegato, altri sono stati ricoverati in coma etilico. E scoppia la polemica politica
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Al rave non autorizzato nei pressi del lago di Mezzano, tra il Lazio e la Toscana, in corso dalla notte fra il 13 e il 14 agosto, “la situazione è fuori controllo: nessuna trattativa è possibile” con gli organizzatori. Lo sostiene l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, secondo il quale “va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento. I servizi della Asl segnalano una situazione grave“.

LE VITTIME DELLO SPACE TRAVEL

Nell’area della campagna della Tuscia, occupata da circa 10mila persone per l’evento Space Travel, si è già verificata una tragedia: un ragazzo di 25 anni è morto annegato dopo aver fatto il bagno nel lago di Mezzano. Altri partecipanti sono stati ricoverati dopo essere entrati in coma etilico mentre un paio di ragazze avrebbero denunciato di essere state stuprate. E c’è chi parla di una seconda vittima, ancora non confermata dalle forze dell’ordine. Ma durante il rave sarebbe addirittura avvenuto un parto, come ha raccontato uno dei partecipanti.

IL MANCATO INTERVENTO DELLE FORZE DELL’ORDINE

Ed è polemica proprio per il mancato intervento delle autorità: i sindaci della zona chiedono a gran voce lo sgombero del rave, mentre i vertici della Questura fanno sapere che, visti i grandi numeri, un intervento per sciogliere il rave e disperdere i partecipanti è impossibile per motivi di sicurezza. L’obiettivo delle forze dell’ordine è trovare un accordo con gli organizzatori di Space Travel e far terminare l’evento prima della data prevista, il 23 agosto. Le vie d’accesso sono presidiate, in modo da impedire nuovi ingressi e il ritorno di chi esce. Ma, dato che la località dell’evento è rimasta segreta fino all’ultimo, le forze dell’ordine non sono riuscite a bloccare sul nascere il raduno.

“Andando controcorrente e rispondendo ai molti esperti di ordine pubblico dell’ultima ora, crediamo sia necessario fare un po’ di chiarezza sulla vicenda del rave party di Viterbo. Lo facciamo sotto un profilo squisitamente tecnico perché l’idea di una resa dello Stato non ci sembra coerente con quella che è una scelta (secondo noi correttissima) di evitare scenari di straordinario rischio“. Così in una nota il portavoce dell’Associazione Nazionale Funzionato di Polizia, Girolamo Lacquaniti, commenta il rave party di Viterbo. “Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vastò è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone, in più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile. In uno scenario di questo tipo – spiegano i funzionari di polizia – l’intervento prevedrebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l’uso dei lacrimogeni rischia d’innescare incendi con esiti drammatici. Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti – conclude Lacquaniti -, sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è concreta“.

SALVINI E MELONI ATTACCANO LAMORGESE

“Nonostante un morto, l’appello di sindaco e cittadini e i rischi enormi per la sicurezza e la salute, da giorni migliaia di persone restano assembrate senza autorizzazione per un rave nel Viterbese: è uno schiaffo al buonsenso e agli italiani che rispettano le regole eppure il Viminale è immobile“. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, annunciando che “la Lega presenterà una interrogazione. Lamorgese cosa dirà questa volta? Che il dossier è sul tavolo di Draghi o che si aspetta un aiuto dall’Europa?”, ha attaccato il segretario del Carroccio.

E la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni su Facebook rilancia: “Sono 5 giorni che va avanti il rave party di Mezzano tra droga, alcol e illegalità. Nonostante sia anche morto un ventiquattrenne, nessuno è ancora intervenuto a sgomberare il campo. Lamorgese, ma dove sei?“.

GLI AMBIENTALISTI: “GRAVI DANNI ALL’ECOSISTEMA”

“Il rave party illegale in atto da giorni nella Tuscia sta provocando gravissimi danni all’ambiente e all’agricoltura. Siamo preoccupati per la fauna della zona e il Lago di Mezzano”. Questo il commento del presidente regionale di Fare Verde, Silvano Olmi, sul raduno non autorizzato in corso dalla vigilia di Ferragosto nel territorio del Comune di Valentano. “Questa manifestazione illegale sta provocando danni gravissimi all’ambiente e all’agricoltura della zona, sono stati installati sei palchi, alcune cucine da campo e vi sostano un migliaio di camper e roulotte. Inoltre, la musica a tutto volume e la massiccia presenza di automezzi e persone disturba la fauna e crea gravi problemi al vicino Lago di Mezzano – prosegue Olmi – dove qualche giorno addietro è annegato uno dei partecipanti al rave party. Esprimiamo la massima solidarietà al sindaco di Valentano Stefano Bigiotti e ringraziamo i sindaci del comprensorio e il deputato Mauro Rotelli, da molti anni iscritto a Fare Verde, che si sono attivati per denunciare questo scempio”.


Lo scenario che si presenta è apocalittico – continua l’esponente di Fare Verde – con diecimila persone senza mascherina e nessuna precauzione anti Covid. Mentre si chiede agli italiani di vaccinarsi, dotarsi di green pass e mantenere la distanza di sicurezza, si permette a questa gente di insozzare l’ambiente naturale e devastare le proprietà private. Quando se ne andranno – conclude Olmi – a noi non resterà altro da fare che contare i danni e spendere soldi pubblici per riparare lo sfregio fatto al territorio e all’ecosistema“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»